George Harrison se ne andava oggi, dieci anni fa. In questi giorni, durante l’esibizione in Italia del compagno Paul McCartney, con cui ha condiviso l’esperienza dei Beatles, il musicista l’ha ricordato con sentimento dicendo che gli mancano l’amicizia e il suo buonsenso. Harrison scomparve prematuramente a causa di un tumore al cervello a 58 anni.

George Harrison era forse il meno appariscente dei Beatles: dotato di un infinito misticismo, era quello che più degli altri tre aveva percepito l’esperienza indiana del gruppo scrivendo la bellissima “Within you, without you”, che faceva parte di quel concept album che ha dato vita alla parola rock, “Sgt. Pepper’s lonely heart’s club band”, spezzando un po’ il ritmo allegro dato dalle canzoni del duo Lennon-McCartney.

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Polistrumentista, compositore, voce del coro ma anche, sebbene in minor misura, solista dei Beatles, George Harrison ha continuato una discreta carriera indipendente dopo lo scioglimento del gruppo, dimostrando come il suo talento fosse davvero incommensurabile.

Lo sanno bene i fan che ancora oggi ascoltano i suoi pezzi immortali come “Something” e “While my guitar gently weeps”, di cui più in basso è presente un video che vede tra i musicisti Ringo Starr, Eric Clapton ed Elton John.

Intanto, in questi giorni, è uscito in Italia per Rizzoli un libro fotografico che porta il nome di Harrison, curato dalla vedova Olivia e pieno di immagini inedite. Non c’è però ancora un distributore italiano per il documentario di Martin ScorseseLiving The Material World”, in cui si sono le testimonianze di Paul, Ringo, Clapton e Terry Gilliam. Ciononostante per i fan, e non solo, Harrison era “qualcosa”. E se qualcuno si fosse mai chiesto se il suo amore per lui crescerà, la risposta non potrà essere “non lo so”.

Fonte: Corriere della Sera.