Alla luce degli ultimi avvenimenti sulle centrali nucleari in Giappone, in seguito alla catastrofe causata dallo tsunami, l’Europa torna a tremare a causa del nucleare. Questa volta, a tornare sull’argomento sono la Germania e la Svizzera.

Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha rinviato i lavori per estendere l’operatività dei 17 reattori nucleari nel paese. Il provvedimento ha fermato immediatamente l’attività dei due rettori più vecchi, mentre in questo periodo di sospensione, gli altri 15 continueranno a lavorare come al solito. A detta della Merkel, questa manovra drastica è stata necessaria allo studio dei rischi dell’energia nucleare, per evitare gravi problemi come quelli dei reattori giapponesi:

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“Ora abbiamo una nuova situazione che deve esse analizzata senza alcuna riserva, in modo drastico e completo e solo allora potrà seguire una decisione.”

La Svizzera ha invece fermato le procedure per la realizzazione di nuovi impianti nucleari: ad annunciarlo è Doris Leuthard, Ministro svizzero per l’Energia, che ha anche chiesto un riesame della sicurezza negli impianti esistenti e già in funzione.

Anche l’Austria e la Finlandia hanno fatto un passo indietro verso il nucleare, ordinando lo stress test per gli impianti al fine di provare la resistenza a catastrofi naturali come terremoti o inondazioni.

L’Italia invece non approva il comportamento delle altre nazioni dell’Unione Europea. Il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha dichiarato di non avere intenzione di modificare i progetti governativi per l’energia nucleare nel nostro paese:

“La linea italiana rispetto al programma nucleare chiaramente non cambia.”