I processi dell’audience sono strani e incomprensibili. Così degli autori decidono di far entrare in un reality show il figlio di un camorrista. È accaduto ieri sera al Grande Fratello: tra i sedici concorrenti di quest’anno c’è anche Ferdinando Giordano, figlio di un camorrista, che dice di aver sconfessato la strada intrapresa dal padre.

La domanda è però lecita: è giusto dare visibilità al figlio di un camorrista? Certamente la nemesi storica, che prevede che le colpe dei padri siano anche quelle dei figli, è un processo ingiusto che non dovrebbe essere preso in considerazione, ma la camorra è un male troppo grande per l’Italia perché sia ignorato.

A scagliarsi contro la partecipazione di Ferdinando al Grande Fratello sono stati in tanti, da Sonia Alfano al Codacons, all’Associazione Utenti Radiotelevisivi, all’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia. Questi ultimi hanno commentato:

Oramai la produzione del GF ci ha abituato a situazioni forti in grado di far parlare e generare scandalo. Riteniamo sbagliato non il far partecipare a un programma televisivo un concorrente che presenta una tale situazione familiare, bensì la spettacolarizzazione della parentela con un soggetto camorrista. Ci chiediamo quale sia al riguardo l’opinione dei parenti delle vittime della camorra, e se la scelta del GF possa urtare la loro sensibilità.

Il giudice di X-Factor Enrico Ruggeri, invece, non la pensa così:

Al Grande Fratello ci sarà il figlio di un camorrista? Nulla di strano: non sarebbe la prima volta in TV. Non è la prima volta che qualcuno del genere va in televisione, è solo la prima volta che qualcuno lo dice, che fa coming out.

Il fatto è anche che la partecipazione di Ferdinando cozza con altre questioni inerenti il Grande Fratello e la mafia: proprio nella scorsa edizione, l’apologia della mafia fatta da Massimo Scattarella e Carmela Gualtieri, in visita temporanea al GF spagnolo, non era certo passata inosservata, tanto che Scattarella si dovette scusare e giustificare in più di un’occasione.