«Sic transit gloria mundi», così passa la gloria del mondo. Questo il commento del premier Silvio Berlusconi alla notizia della morte del rais libico Muammar Gheddafi.

Commento che non è piaciuto a molti. La frase latina, spesso utlizzata a proposito di insuccessi seguiti a grandi trionfi, ha scatenato reazioni indignate da parte di esponenti dell’opposizione ma non solo. Ecco cosa ha scritto Alberto Bobbio sul sito della rivista Famiglia Cristiana:

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«Certo “de gustibus non disputandum est”. Eppure sarebbe meglio farlo: “Sapiens ut loquatur multo prius consideret” (un sapiente prima di parlare deve molto pensare). Ma non sembra la regola del nostro Presidente. Forse, dopo quel baciamano, era naturale associare gloria a Gheddafi: “Promissio boni viri est obligatio”. (Le promesse delle persone per bene sono un impegno che va mantenuto). Anche con una fulminea dichiarazione “post mortem”».

Ben diverso da quello di {#Silvio Berlusconi} è il commento del Presidente degli Stati Uniti. Barack Obama:

«È la fine di un doloroso capitolo: uno dei più longevi dittatori non c’è più».

E, rivolto al popolo libico, ha sostenuto la necessità di costruire un paese democratico in cui i diritti umani vengano rispettati. Soddisfazione anche nelle parole di Ban Ki-moon, segretario generale delle Nazione uniti, che definisce l’attuale momento storico libico «tempo della costruzione e della riconciliazione, non della vendetta».

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha affermato:

«Si mette la parola fine al regime Gheddafi. E così finisce anche una sanguinosa guerra, che Gheddafi ha condotto contro il suo stesso popolo. La strada è libera adesso per un nuovo inizio politico nella pace».

Dello stesso avviso il presidente francese Nicolas Sarkozy:

«Una nuova pagina si apre quella della riconciliazione nell’unità e nella libertà».

E se il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dice che con la morte di Gheddafi “si chiude una pagina drammatica in Libia”, il leghista Mario Borghezio, al contrario, afferma:

«È la fine gloriosa di un grande leader, un vero rivoluzionario non confondibile con i nuovi dirigenti libici portati al potere dalle baionette della Nato e dalle multinazionali del petrolio«.

Infine, Massimo Donadi de L’Italia dei Valori spiega perché, a suo avviso, la frase di Berlusconi sia particolarmente infelice:

«Un consiglio a Berlusconi: “sapiens ut loquatur multo prius consideret”. Significa che un uomo saggio, prima di parlare, deve pensare molto. Evidentemente la saggezza oggi ha fatto difetto al presidente del Consiglio, che per commentare l’uccisione di Gheddafi ha detto “sic transit gloria mundi”. Cosa c’entri la gloria con Gheddafi, con uno spietato dittatore, non lo abbiamo capito. Berlusconi dovrebbe ricordarsi, ogni tanto almeno, di rappresentare gli italiani e riflettere sul peso che le sue parole hanno all’estero. Dovrebbe parlare “cum grano salis” e talvolta non parlare affatto».

Fonte: Repubblica, Famiglia Cristiana