La notizia è di qualche giorno fa e ha sollevato un vero e proprio polverone mediatico: Francesca Pagani Rizzi, una supporter di Letizia Moratti, è stata aggredita durante un volantinaggio del PDL organizzato al mercato meneghino di Via Osoppo. La donna, sessantacinquenne madre dell’assessore allo sport Alan Christian Rizzi, pare sia stata presa a calci da un elettore di Giuliano Pisapia, così come il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha sottolineato, salvo poi l’emersione di una serie di testimonianze che negherebbero il coinvolgimento diretto dello staff del candidato del PD.

Oggi un vero e proprio giallo si solleva sulle sue condizioni mediche. La donna, portata all’ospedale San Carlo, è stata giudicata dall’equipe medica come un codice verde, ovvero come una condizione di salute né grave né urgente così come riportato dalle convenzioni in uso nel triage ospedaliero. Il foglio di dimissioni, tuttavia, riporta una prognosi di 7 giorni, lasciando intendere quindi un’aggressione decisamente più efferata. La Repubblica ha voluto quindi indagare su quello che si configura come un vero e proprio mistero.

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Secondo il quotidiano, non sono i giorni di prognosi a destare sospetti, perché ogni fisico può reagire in modo diverso a un’aggressione, soprattutto in una persona di età non più giovanissima. Tuttavia la curiosità giornalistica ha svelato come il caso della signora sia stato addirittura gestito dal direttore generale del San Carlo Antonio Mobilia, cognato di Daniela Di Sotto, ex moglie del presidente della Camera Gianfranco Fini. Mobilia sarebbe una persona molto vicina a Romano La Russa, il fratello del Ministro della Difesa Ignazio La Russa, il quale tempo avrebbe promesso proprio al direttore del San Carlo un posto di rilievo nella sanità lombarda.

La Digos milanese starebbe indagando sul caso, senza però entrare nei meriti dei referti ospedalieri, e su un’altra violenza subita questa volta da un sostenitore di Pisapia, un uomo di 61 anni colpito da un casco alla testa in Piazzale Cordusio. Secondo le ricostruzioni, nella vicenda della Pagani gli inquirenti parrebbero propensi a seguire la testimonianza di Shirin Kieayed, una donna che ha assistito alla scena e ha riferito di un uomo corpulento, di cui unico elemento riconoscibile era una spilla pro Pisapia appesa alla giacca, che avrebbe “poggiato” un ginocchio sulla schiena della sessantacinquenne. Il ministro della difesa Ignazio La Russa aveva invocato la trasmissione televisiva di un video dell’aggressione, filmato poi ritirato perché smentirebbe la spiegazione di Silvio Berlusconi, il quale avrebbe parlato di calci e pugni contro la donna, atterrata e immobile sull’asfalto.

Un altro episodio di violenza elettorale, infine, rimane insoluto: quello ai danni di Paola Bernetti del Movimento Cinque Stelle, la quale ha subito un tentativo di strangolamento da un simpatizzante bergamasco del Pdl durante un pomeriggio di volantinaggio.