Sono in molti a sognare Giambattista Valli al 30 di avenue Montaigne, a prendere quel posto che dopo Monsieur Dior è stato occupato – in maniera sublime – da Yves Saint Laurent prima e da John Galliano poi. Lo stilista romano, però, da anni trapiantato a Parigi, continua a creare con la sua griffe abiti preziosi per donne appartenenti al jet-set, protagoniste di serate mondane e abituate a solcare il red carpet.

La collezione Haute Couture autunno inverno 2016/2017 ha confermato il suo stile elegante e sofisticato, capace di evocare il lusso dei grandi maestri del passato, dai quali lo stilista trae da sempre ispirazione. È un inno alla sartoria il suo giocare con le dimensioni e le proporzioni, dove baby doll in perfetto stile anni ’50, che si allargano sui fianchi e presentano deliziose maniche a sbuffo, si alternano a una serie di abiti bianchi impalpabili e quasi astratti.

La palette dei colori è tutta declinata tra bianco, nero, azzurro, con qualche lampo di un rosso audace. Insomma, Valli si è di nuovo lasciato affascinare da echi lontani, ora dalla fluidità del Primo Impero, ora dalle gorgiere di Maria Stuarda, ora dalle romanticherie vittoriane: un tripudio di ruches, taffetà, chiffon e volants che non possono che trascinare in un sogno di una notte d’inverno, che lo stilista continua a narrare nel migliore dei modi. Un po’ di ripetitività rispetto alle collezioni passate è comunque compensata dalla grazia infinita delle silhouette e dalla delicatezza, innegabile, con cui Giambattista Valli sa approcciare l’Haute Couture.

Galleria di immagini: Giambattista Valli Haute Couture Autunno/Inverno 2016-2017, foto

Nel front row, va segnalata una scatenata Celine Dion che ha salutato la sfilata con un vero tifo da stadio che ha fatto sorridere molto del bel mondo accorso al Grand Palais per assistere alla sfilata, tra cui la presenzialista Olivia Palermo, la sempre splendida Ines de la Fressange e la burrosa Mélanie Thierry (scelta da Terry Gilliam per il suo ultimo “The Zero Theorem“).