C’era una volta un signore ormai anziano perdutamente innamorato delle donne, alla ricerca di un’amante più giovane. Cronaca politica? Niente affatto: commedia all’italiana, e della migliore. Gianni Di Gregorio è tornato nelle sale con la sua seconda opera come regista e interprete: “Gianni e le donne“.

L’autore del delizioso “Pranzo di ferragosto” era atteso al varco, e dall’11 febbraio, quando la sua pellicola verrà distribuita in 150 copie nelle sale italiane, scopriremo se sarà riuscito a non deludere le attese.

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Intanto, la partecipazione al festival di Berlino, in cartellone in una sezione speciale, lascia intendere la qualità di questo film. La trama suggerisce una continuità spirituale col precedente. Se infatti nel primo film a combinare guai e stravolgere la vita al protagonista erano delle arzille vecchiette, stavolta si tratta del fiore della gioventù femminile.

Nel film Gianni è un baby pensionato romano, di Trastevere, insofferente della convivenza con la figlia e il suo fidanzato, sposato a una donna sfiorita dagli anni, alle prese con una mamma vessatrice (sempre Valeria de Franciscis Bendoni, indimenticabile anche nel primo film) e altri problemi quotidiani.

Il desiderio di fuga dalla realtà sublima in una ricerca ossessiva di avventure con donne più giovani, che trasforma Gianni in un corteggiatore seriale che non fa sconti a nessuna: la badante della madre, la vicina di casa, la vecchia fiamma, le amichette presentate dagli amici.

Un turbinio di fantasie che si scontrano, però, con l’evidenza dell’assoluto disinteresse di queste donne, che al massimo provano tenerezza per Gianni, nient’altro. Una morale sulla quale ha detto:

“È provocatorio ormai dire che gli uomini della mia età possono avere solo un rapporto platonico con le ragazze: invece dovrebbe essere naturale.”

Lo stile Di Gregorio è ormai riconoscibile: materiale autobiografico, la centralità crudele del denaro nella società di oggi, la solitudine come particolare angolazione in cui far esplodere momenti di autentico divertimento.

Se farà colpo anche con il secondo film, potremo davvero aggiungere un altro campione alla nuova commedia italiana.