Rimane alto l’allarme che coinvolge la centrale di Fukushima. Completamente abbandonate le vittime del terremoto che ha stravolto la vita del Giappone, giacciono accanto allo scheletro dell’impianto danneggiato.

Le autorità terrorizzate dalle contaminazioni hanno ordinato di non toccare né avvicinare i corpi nell’attesa di una strategia adeguata per decontaminarli e concedergli l’ultimo saluto; il riconoscimento avviene attraverso il DNA dei pochi articoli e oggetti recuperati e passati sotto la fase di decontaminazione.

Galleria di immagini: Fukushima, corpi radiottivi

Un agente operativo nella zona ha così commentato:

“Una volta deceduti, sono stati esposti a dosi enormi di radioattività. Stiamo adesso studiando il modo per poterli avvicinare senza mettere a repentaglio la vita dei medici, dei parenti ma anche di lavora alla morgue, perché potrebbero tutti venire pesantemente irradiati dai cadaveri”

La tragedia nucleare giapponese, che si prospetta molto più grave di Chernobyl, dimostra quotidianamente la sua sua silente pericolosità nonostante il primo ministro Naoto Kan abbia promesso di smantellare la centrale. Ormai le radiazioni hanno contaminato buona parte della popolazione di Fukushina e dei territori vicini, e molti superstiti faticano a ricevere cure e soccorsi negli ospedali perché radioattivi.

Le acque, il cibo sono coinvolte direttamente dall’intossicazione radioattiva; livelli altissimi di cesio sono stati riscontrati nella carne di manzo e l’acqua presente nel tunnel sotterraneo alla centrale evidenzia una contaminazione pari a 10mila volte i livelli minimi dei reattori. Le particelle hanno viaggiato fino ad una distanza di 40km da Fukushima inquinando per sempre il territorio e le persone. Le autorità assicurano un monitoraggio costante, ma Greenpeace suggerisce di estendere di altri 10 km la zona rossa e la relativa evacuazione.

Mentre in Italia il governo si prende una pausa di riflessione per meditare sull’introduzione del nucleare, in attesa del referendum abrogativo indetto il 12 giugno 2011, il presidente francese Nicolas Sarkozy ora in visita in Giappone medita sulla chiusura di molte centrali francesi. E rivolgendosi ai potenti della terra ha proposto un G20, in maggio a Parigi, per discutere e definire regole e necessità legate al nucleare, nella speranza di evitare catastrofi simili in futuro.