Mentre in Italia Presidente Giorgio Napolitano firma il dl Omnibus e lo trasforma in legge mettendo a rischio il referendum, la Svizzera e il Giappone frenano sul nucleare.

Il Governo giapponese, reduce dalla tragedia di Fukushima, sta impiegando tutte le sue risorse per introdurre energie alternative e rinnovabili che possano garantire una vita sicura ai propri cittadini. La notizia è recente: una continua fuoriuscita di acqua radioattiva dalla centrale colpita dal terremoto, sta letteralmente contaminando il territorio marino e ambientale circostante.

Galleria di immagini: Stop al nucleare

La paura concreta di una nuova Chernobyl ha spinto il Primo Ministro Giapponese a promuovere l’installazione di pannelli solari su tutte le nuove costruzioni, operazione ribattezzata Sunrise Plan. Una sorta di rinascita grazie al sole e alla sua energia, che verrà annunciata durante il vertice del G8 in Francia.

Anche in Svizzera la prospettiva futura non contempla l’energia atomica, infatti è stato stabilito lo smantellamento di tutte le centrali esistenti senza costruire nuove strutture, e avverrà attraverso 3 tappe significative. La prima nel 2019 e l’ultima nel 2034.

La Germania stessa si è espressa ieri sul nucleare, e i Ministeri dell’Ambiente in accordo il Governo Federale hanno decretato lo smantellamento definitivo dei 7 siti a cui era stato già imposto lo stop dalla Merkel sull’onda emotiva giapponese. In progetto anche la possibilità di una legge che sancisca la rinuncia nuclearista.

In una condizione di fuga generale dall’energia atomica, in favore di un’energia rinnovabile e pulita, stona l’atteggiamento del Governo Italiano e le parole del Premier Silvio Berlusconi, il quale ha commentato l’inevitabilità dell’energia nucleare per il nostro paese e l’ha sostenuto durante il summit del G8:

“Abbiamo parlato della sicurezza nucleare e si è arrivati a una generale considerazione circa l’inevitabilità del ricorso alla produzione dell’energia attraverso le centrali nucleari ma si è affermata la necessità di raggiungere uno standard di sicurezza assoluto. Tutte le centrali europee saranno sottoposte a delle indagini e a degli stress e quindi ogni Paese europeo si è detto in linea con la proposta che abbiamo fatto di far decidere tutto poi all’Europa. Abbiamo parlato di Chernobyl: dopo 25 anni si sta per chiudere quella tragedia e l’Italia ha confermato il suo supporto già promesso di 26 milioni di euro.”

Dimenticandosi di aggiungere quanto la vita a Chernobyl sia cambiata radicalmente in peggio e per sempre.