Le paure iniziali sono diventate realtà. In queste ore concitate, dopo lo tsunami che ha colpito il Giappone, c’è stata un’esplosione nella centrale nucleare Fukushima n.1, a 250 km da Tokyo. Già da ieri, la centrale aveva registrato dei livelli di radioattività superiore al limite consentito, per cui la zona era stata sgombrata in un raggio di dieci chilometri. L’evacuazione è aumentata ora a un raggio di venti chilometri.

L’esplosione verificatasi è stata potentissima: la centrale è stata mostrata avvolta da una nube di fumo bianco, dopo la polverizzazione della gabbia di contenimento di uno dei reattori, tanto che è crollata una parte delle mura dell’edificio, ferendo alcuni operai. Nel servizio mandato in onda da SkyTg24, si sente distintamente come le autorità locali stiano cercando di limitare il panico, dato che in un filmato si è udito chiaramente:

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“Questa è una notizia che non andava letta.”

È stato stimato che la quantità di radiazioni emesse in un’ora è pari a quella che il corpo umano riceve in un anno. A chi non ha evacuato la zona, è stato consigliato di evitare di uscire di casa e tenere chiuse porte e finestre. Come fu per Chernobyl a suo tempo, è meglio non consumare frutta, verdura, latte e ortaggi freschi oltre che non bere acqua dal rubinetto. Inoltre, gli esperti consigliano di coprire naso e bocca con un asciugamano bagnato dopo che si è rientrati a casa.

L’allerta è altissima, anche per le altre centrali nucleari messe alla prova dal terremoto: anche alla centrale nucleare Fukushima n.2 si sono infatti verificati problemi di raffreddamento, anche se i livelli di radiazione registrati dentro e fuori dalla n.1, secondo la TV di Stato giapponese, non costituirebbero un pericolo per la salute pubblica. Infine la Tokyo Electric Power ha lanciato un avviso relativo a un possibile un black out elettrico a Tokio e città limitrofe: ne è conseguito un ulteriore appello alla popolazione per ridurre i consumi.