È purtroppo salito a quattro il numero delle esplosioni nei reattori di Fukushima, Giappone, e una di queste avrebbe interessato persino l’unico inattivo al momento del sisma. Dopo i reattori 1 e 3, interessati da esplosioni tra venerdì e sabato, anche il numero 2 e il numero 4 hanno subito scoppi tra lunedì e martedì. Sono quindi quattro su sei i reattori attualmente danneggiati all’interno della centrale.

La conseguenza di queste esplosioni è un aumento rilevante della quantità di radiazioni, tanto da aver spostato l’area di guardia a 30 km dall’impianto. In questo raggio d’azione, la popolazione deve necessariamente restare nelle proprie case, ma anche in questo modo non si eliminano i rischi connessi alla nube radioattiva.

Galleria di immagini: Post terremoto Giappone

Il livello delle radiazioni sarebbe attualmente di ben 400 millisievert nei pressi del reattore tre: per capirne la pericolosità è sufficiente pensare che l’esposizione a 5.000 millisievert, cioè di 5 sievert che è l’unità di misura della radioattività, è in grado di uccidere entro un mese circa la metà di coloro che l’hanno subita

Anche nella capitale Tokyo i livelli di radioattività rilevati non rispettano i limiti di norma, e sono aumentati di venti volte rispetto al giorno precedente.

Secondo l’amministrazione metropolitana non sarebbero comunque tali da danneggiare la salute dei cittadini, ma al momento nessuno in Giappone può dirsi tranquillo, soprattutto considerato che Tokyo dista da Fukushima appena 250 chilometri.