Ancora terrore in Giappone. Poche ore fa la terra ha tremato ancora, rigettando nel panico la popolazione locale in questo inizio di settimana che si prospetta lento e difficile. Una scossa di magnitudo pari a 6.2 ha coinvolto Tokyo e fatto scattare l’allarme tsunami, fortunatamente rientrato.

La situazione relativa alla centrale nucleare di Fukushima, inoltre, si fa sempre più rischiosa, dopo una seconda esplosione avvenuta nella notte che ha causato il ferimento di sei lavoratori, stando a quanto dichiarato dall’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare.

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Al momento non è certo che le sei persone lese siano state esposte a radiazioni, tuttavia sembra che siano stati accertati almeno tre casi di contaminazione in seguito alla prima esplosione, che ha evidentemente provocato una fuga di radiazioni. La zona circostante la centrale è stata chiaramente evacuata e questi dati arrivano proprio dai controlli che le autorità nipponiche stanno effettuando sui cittadini.

E mentre il bilancio delle vittime sale a oltre 1.600 morti, e 1.700 dispersi, c’è chi accusa il Giappone di non voler ammettere la gravità della situazione in corso, almeno per quanto concerne il pericolo nucleare.

Secondo l’Agenzia nucleare francese le emissioni di radiazioni sarebbero effettivamente di entità molto superiore rispetto a quella dichiarata dalle autorità giapponesi, tanto da far temere il più grave tra i possibili incidenti nucleari, il meltdown del nocciolo.

Il Governo ha infatti ammesso che la fusione del nocciolo potrebbe essere realmente avvenuta in due reattori di Fukushima, ma il premier Naoto Kan ha d’altra parte rassicurato la popolazione con queste parole:

“Non ci sarà un’altra Chernobyl”.