Nonostante siano ripresi i voli di linea, in Giappone permane l’emergenza nucleare. Il comando dei vigili del fuoco locale informa che è in atto un vero e proprio allarme che coinvolge ben quattro centrali, a Fukushima, Onagawa, Miyagi e Tokai, dove il rischio esplosione potrebbe diventare una drammatica realtà.

La centrale che desta maggiore preoccupazione è sempre quella di Fukushima, situata a 250 chilometri da Tokyo e già tristemente protagonista di una prima esplosione, ora per altre tre centrali è stato decretato lo stato di allerta. Aggravato da alcune fuoriuscite radioattive, e dal blocco dell’impianto di raffreddamento, che potrebbero riproporsi sotto forma di pioggia radioattiva nelle giornata di domani.

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Il Premier Giapponese, Naoto Kan, ha commentato tristemente la tragedia che ha sconvolto la vita dei giapponesi

“È il momento più difficile dalla fine della Seconda guerra mondiale: chiedo a tutti la massima unità”

La società per l’energia elettrica, Tepco, sta pompando acqua marina all’interno di tre dei reattori dell’impianto di Fukushima, strategia necessaria per raffreddare le unità e ridurre la pressione interna e scongiurare il processo di fusione dei reattori. Secondo gli ultimi dati la centrale non era stata costruita per reggere una scossa superiore alla magnitudo 8.

Mentre in Italia si discute ancora sulla necessità di reintrodurre il nucleare, la Farnesina assicura che i 254 italiani non residenti sono salvi e che sta cercando di mettersi in contatto con i 5 residenti ancora non reperibili. La Francia invece richiama in patria i suoi concittadini e insieme ad altri 40 paesi ha inviato i primi soccorsi.

Mentre le scosse proseguono, e il fango si ritira mostrando lo scempio di più di 10.000 morti e centinaia di migliaia di superstiti senza più casa, si osserva con apprensione il risveglio del vulcano Shinmoedake la cui attività probabilmente è stata stimolata dal terremoto.