Tra gli accessori must have che non possono mancare in vista del grande giorno, c’è sicuramente la giarrettiera da sposa. Molto più di un semplice vezzo, l’indumento ha infatti un valore simbolico che si tramanda ormai di generazione in generazione, come una sorta di porte bonheur a cui è bene non rinunciare.

Ma qual è il suo significato e da dove ha origine l’usanza di indossare la giarrettiera sotto l’abito da sposa?

La tradizione affonda le sue radici in un passato antico: sembra che fosse infatti già diffusa nell’Europa del XIV secolo, quando la giarrettiera, ricavata da un lembo stesso del vestito da sposa, veniva considerata un amuleto portafortuna donato agli uomini perché fosse, appunto, di buon auspicio.

Dalla stessa tradizione deriverebbe anche l’usanza, rispettata ancora oggi durante alcuni ricevimenti nuziali, di lanciare la giarrettiera agli uomini celibi presenti, in una sorta di versione maschile del lancio del bouquet.

Non solo, sempre secondo un rituale tramandato ormai da centinaia di anni, perché la giarrettiera sia davvero un accessorio porta-fortuna la sposa dovrebbe rispettare questi accorgimenti:

  • La giarrettiera deve essere regalata. Si dice infatti che non debba essere la sposa ad acquistarla: qualche volta può essere l’atelier dove viene comprato l’abito che ne fa omaggio ma molto più spesso sono le amiche a regalare la giarrettiera, durante l’addio al nubilato, insieme ad altri piccoli pensieri.
  • Deve essere blu. Secondo un tradizionale rito propiziatorio, la sposa deve indossare qualcosa di blu durante la nozze, motivo per cui molto spesso è la giarrettiera (che resta nascosta) ad assolvere questa funzione, magari anche solo attraverso un piccolo fiocchetto o un nastro di quel colore.
  • Infine la giarrettiera deve essere indossata sulla gamba destra, poco sopra al ginocchio.

Per quanto riguarda gli aspetti pratici e meno simbolici, in genere si consiglia alla sposa di provare la giarrettiera prima delle nozze per valutare che la misura sia giusta: non deve essere troppo stretta ma nemmeno larga, per evitare la fastidiosa sensazione di sentirla scendere sulla gamba.

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