35 anni, un corpo da copertina, conduttrice, attrice di successo e dal 2010 anche scrittrice. Giorgia Würth è sempre più richiesta e apprezzata e da pochi giorni è di nuovo in libreria con il suo secondo romanzo: “L’accarezzatrice”. Una storia coraggiosa, narrata con  estrema delicatezza, ma anche con la schiettezza necessaria a rompere un tabù, quello del rapporto tra sessualità e malattia. E’ questa la dimensione in cui Gioia, la protagonista, viene catapultata: un universo nuovo, sconcertante, ma in grado di schiuderle il cuore e cambiare la sua vita per sempre. Presto Gioia scoprirà molte cose che non immaginava sul mondo dei disabili e troverà la sua strada, professionale e sentimentale, diventando un’accarezzatrice. Di seguito il booktrailer e la gentile intervista che Giorgia ci ha rilasciato.

Cosa ti ha spinto ad accostarti ad un tema così delicato, soprattutto in un paese come l’Italia, in cui, nonostante tutto, toccare certi aspetti legati alla sessualità è ancora considerato tabù?

Sono sempre stata attratta dai tabù. I tabù, per definizione, incutono paura. E l’unico modo per sconfiggere la paura è quella di guardarla negli occhi ed affrontarla.

Attraverso questo libro ho cercato di dar voce a chi ha tanto da dire ma spesso non può o non sa come farlo. Più che la sessualità in sè, direi che è considerata tabù la sessualità legata all’handicap. Spesso si pensa che i disabili siano asessuati, o non provino certi tipi di pulsioni. Nulla di più falso. Anzi…

Quali sono stati i momenti più significativi durante i lunghi 5 anni di ricerca che hanno preceduto la stesura del tuo secondo romanzo?

Gli incontri. Gli incontri con assistenti sessuali, con persone diversamente abili. E con madri disperate costrette a masturbare il proprio figlio perché non hanno alternative.

Ti senti arricchita dalle storie e dalle persone con cui sei entrata in contatto durante il tuo lavoro? E se si, come hanno influito sulla tua personale visione di amore-sessualità-malattia?

Mi sento estremamente arricchita ma anche tanto ignorante. Più cerchi di approfondire, più capisci che si aprono mondi a te totalmente ignoti, mondi di persone costrette a vivere in un modo così diverso dal tuo. Mondi di eroi invisibili che ogni giorno combattono la battaglia della quotidianità. Spesso senza nessuno che li aiuti, nemmeno a livello istituzionale. E lo fanno con una dignità che mi fa piangere.

Quali sono, se puoi svelarceli, i tuoi prossimi progetti lavorativi? Possiamo sperare in un terzo romanzo?

Il terzo romanzo è ancora ad uno stadio embrionale. Ho un’idea su cosa voglio raccontare ma ho appena iniziato la lunga ricerca che dovrò sostenere.

Ed in ultimo, potrebbero Gioia e la sua missione divenire in futuro le protagoniste di un film? Quanto ti sei identificata in lei?

Sì, potrebbero. Se ci fosse qualcuno che ci crede, disposto ad impegnarsi per raccontare una storia così delicata e complessa…

Gioia ormai fa parte di me. E mentre scrivevo alcune scene, ho provato una sincera invidia nei suoi confronti. Mi chiedevo: perché a lei è capitato questo e a me no?!

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