Giorgio Armani compie 83 anni l’11 luglio 2017, ma questo non sembra un compleanno come gli altri per Re Giorgio, a pochi giorni di distanza dalla sfilata Armani Privé autunno inverno 2017-2018, vista la sua recente dichiarazione per cui, secondo lo stilista, sarebbe proprio arrivato il momento della pensione.

In una recente confessione a How to Spend it, settimanale sul life style del Financial Times, infatti, l’ambasciatore della moda italiana nel mondo ha spiegato che in azienda tutto è pronto per la sua successione.

Non si tratterebbe naturalmente del primo addio celebre alle passerelle, è anzi relativamente recente quello del collega Valentino Garavani, altro gigante dell’Alta Moda del Belpaese, che nel 2007 ha lasciato la sua griffe uscendo di scena in grande stile con lo storico braccio destro Giancarlo Giammetti. La Maison è passata, da allora, prima ad Alessandra Facchinetti e poi nelle sapienti mani di Maria Grazia Chiuri (oggi a Dior) e Pierpaolo Piccioli.

Le innovazioni di Giorgio Armani

La moda di Giorgio Armani, da sempre, non è solo stendardo del Made in Italy nel mondo, ma anche garanzia di un’eleganza sofisticata eppure semplice al tempo stesso, ineguagliabile.

A lui si devono la giacca destrutturata, connubio tra comfort ed eleganza e capo simbolo di una nuova donna in carriera, potente e sicura di sé, si deve la diffusione di colori passepartout e sofisticati come il greige, tra i prediletti insieme naturalmente al blu, si deve quel tocco di orientalismo entrato poi nel DNA della moda della Maison con colli alla coreana e arabeschi ricamati.

Giorgio Armani si è mosso, in quasi 50 anni di una carriera iniziata con la fondazione della griffe nel 1975, in bilico tra minimal e prezioso, tra casual e sofisticato, dando vita a un mix unico nel suo genere.

Giorgio Armani: l’eredità dell’impero

L’ultimo bilancio reso noto dell’impero di Re Giorgio riporta ricavi per 2,65 miliardi di euro (dati 2015), grazie a quasi 3mila negozi in tutto il mondo con 9mila dipendenti. Del resto, nella sua celebre classifica che guarda in tasca ai più ricchi del pianeta, il magazine americano Forbes ha valutato la fortuna personale di Giorgio Armani pari a 8,3 miliardi di dollari.

In gioco c’è il futuro di Giorgio Armani, A/X Armani exchange, Armani Privé e Emporio Armani, in cui a partire dalla collezione primavera estate 2018 confluiscono Armani collezioni e Armani jeans, ma anche di Armani Casa, delle linea di profumi e della catena alberghiera.

Credo alle persone intorno a me, ma sono l’unico a prendere le decisioni finali”, ha spiegato a How to Spend it, e pare che tutto sia pronto per la successione me che si potrà conoscere il futuro dell’azienda solo al momento opportuno.

Giorgio Armani: la fondazione

In ogni caso pare proprio che Giorgio Armani sia in una fase di bilancio della sua vita (anche comprensibile per un ultra-ottantenne), vista la sua bella biografia del 2015, scritta a quattro mani con Suzy Menkes, e la nascita della Fondazione che porta il suo nome, nel 2016, che vigila sui brand dell’impero affinché mantengano “l’attenzione all’innovazione, all’eccellenza, qualità e ricercatezza del prodotto”.

A guidare il consiglio Giorgio Armani, in carica a vita, Pantaleo Dell’Orco, manager da sempre vicino allo stilista, e Irving Bellotti, banker di Rothschild. Insomma, se pure l’addio e il meritato riposo per Armani sembrano vicini, niente paura perché Re Giorgio non ha nessuna intenzione di abbandonare a se stesse le sue “creature”.