Giorgio Armani, con la collezione Primavera Estate 2017 presentata in apertura della terza giornata di sfilate a Milano Moda Donna, si conferma – nonostante non ci sia forse il bisogno di ribadirlo – punto fermo della moda elegante, raffinata, impalpabile, senza tempo eppure portabile e sempre contemporanea.

Del resto Re Giorgio non è solo da decenni una delle stelle più brillanti della moda e ambasciatore del Made in Italy nel mondo, ma anche latore di una cultura che va ben oltre il fashion. Lo ha dimostrato ieri per l’ennesima volta inaugurando a Milano, al piano terra dell’Armani/Silos, la mostra fotografica “Emotions of the Athletic Body” (fino al 27 novembre 2016), da lui curata personalmente e composta da suggestivi scatti in bianco e nero commissionati nel corso degli anni, che celebrano lo sport e gli atleti.

Tornando alla presentazione della collezione Primavera 2017, però, bisogna accantonare il bianco e il nero, perché il grande protagonista della sfilata è il blu, insieme al blu-grigio e al grigio in ogni sua sfumatura, su giacche definite e morbidi cardigan, su abiti fluttuanti, gonne e pantaloni al ginocchio, con paillette e stampe floreali.

Per questa collezione avevo in mente uno charme attuale, moderno, non da foto d’epoca o da film in bianco e nero. Ho cercato qualcosa di mio e di moderno. C’è un tocco etnico, sensuale, qualcosa che non riguarda una cartolina con palma e deserto, ma la vita dei nostri giorni. Ho preso un po’ le distanze da me stesso, aggiornando quello che ho fatto in passato. Il colore di fondo è il blu, con infinite variazioni cromatiche”, conferma Giorgio Armani.

Galleria di immagini: Giorgio Armani, le foto della collezione Primavera Estate 2017

Per descrivere questo nuovo mood, che appare effettivamente diverso seppur in continuità con l’idea di donna a cui lo stilista ci ha abituati, Giorgio Armani utilizza un simpatico neologismo, una crasi, la parola “charmani”, che unisce “charme” ad “Armani”: “Non voglio più stravolgere, ciò che mi interessa oggi è svolgere il mio Dna. Per questo non ricorro a boutade o a colpi di teatro. Resto quello che sono e provo a innovare la mia identità”, spiega ancora Re Giorgio.

In passerella si mescolano dettagli di ispirazione orientale, come i cappelli da raccoglitrici di riso, i gioielli, le piccole stampe a fiori e le fantasie che ricordano le onde delle stampe giapponesi antiche, a foglie, paillette, frange, trasparenze. Una collezione impalpabile, elegante, delicata ma decisa: la notte blu non è mai stata così brillante.