Quanta eleganza e quanta bellezza dalle parti dell’Hôtel de Boisgelin, a Parigi, dove ha sfilato la Giorgio Armani Privé Haute Couture Autunno-Inverno 2018/19.

Gli anni passano, ma lui, Re Giorgio, come Karl Lagerfeld per Chanel durante la terza mattina di Paris Haute Couture, non ha alcuna intenzione di abdicare: forte di quasi 50 anni di esperienza (è del 1965 la sua prima collezione uomo Hitman per Nino Cerruti. Firma la prima collezione a suo nome nel 1975) sta saldo sul trono su cui l’hanno portato le sue giacche destrutturate e le t-shirt nere, i tailleur iperfemminili e gli eleganti long dress abbinati con scarpe basse.

All’Ambasciata italiana in Francia, edificio neoclassico finemente decorato, è andato in scena lo charme senza tempo della griffe milanese, tra ricami, tessuti ricercati, piume e perline, frange e materie sfarzose.

(Foto: Getty Images)

Parterre sofisticato, come si conviene a un défilé dello stilista italiano: sedute in front row tra le attrici Juliette Binoche, Kristin Scott Thomas, Melanie Thierry, Isabelle Huppert e Nicoletta Braschi. Presente anche una sempreverde – e sorridente più che mai – Tina Turner.

Signore della scena da sempre vicine ad Armani. La donna che sceglie Giorgio Armani Privé? Ama il nero sopra ogni cosa, ma non disdegna il bianco, cede a volte alla tentazione del rosa e del celeste, nelle loro declinazioni più accese o in varianti delicate confetto. Qua e là spruzzate di quel turchese che torna fil rouge a legare le diverse collezioni della Haute Couture Autunno-Inverno 2018/19.

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Le linee sinuose accompagnato la silhouette, vestono il corpo femminile e lo esaltano, in un flessuoso gioco di rimandi sensuali e ricercati, all’insegna di un’eleganza pulita e ineccepibile, sempre contemporanea.

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Ai tailleur di seta, dove il blazer è il grande e assoluto protagonista, si alternano abiti di velluto minimal nella forma e lussuosissimi per materia prima, che sembrano usciti da illustrazioni di Romain de Tirtoff, in arte Erté: velluti ora ricamati ora decorati lasciano spazio a fruscianti sete impreziosite con accessori teatrali come grandi copricapo colorati.

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Imponenti costruzioni rivisitano abiti con gonne da principessa, si innalzano su rouches e volant, si esaltano con nuvole di chiffon colorato e texture a contrasto, fino  trovare in un un delizioso coprispalla di piume rosa un inatteso decoro super chic.

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Sono 96 le uscite: 96 capolavori di sartoria che tengono alto l’onore dell’Italia con lavorazioni ardite e poetiche opere di artigianato. Obiettivo centrato, il loro: plasmare i sogni. Perché senza sogno – si sa, malgrado la banalità… – non c’è Haute Couture.

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