Parlare di secessione è porsi fuori dalla realtà. Con queste parole il Capo dello Stato Giorgio Napolitano esprime il suo giudizio sui continui rilanci leghisti verso una separazione del territorio padano dal resto dell’Italia. Minacce, quelle secessioniste, che non fanno bene ad un paese che avrebbe bisogno di misure concrete ed efficaci per superare la crisi economica.

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Senza se e senza ma, le ipotesi secessioniste non hanno fondamenta. Così Giorgio Napolitano replica ad Umberto Bossi, che a Venezia rilancia così il suo antico cavallo di battaglia: “si salvi chi può, e la Padania può”. Dal canto suo, il Presidente della Repubblica non vede prospettive per un simile approccio, anzi, auspica una spinta in direzione contraria:

“Agitare ancora la bandiera della secessione significa porsi fuori dalla storia e dalla realtà, c’è la necessità di ricostituire un cemento nazionale unitario, che consenta la massima mobilitazione di grandi energie di cui potenzialmente l’Italia dispone”.

Preoccupazioni con tutta probabilità espresse anche negli incontri di ieri, avuti rispettivamente con il ministro dell’Interno Roberto Maroni e i capogruppo del Pdl in Parlamento Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. Napolitano conclude con un commento al rallentamento dell’iter della Manovra Finanziaria e alla bocciatura per il nostro debito di Standard & Poor’s:

“Ognuno assuma le sue responsabilità. I dati non rimpiccioliscono il Paese, non cambiano il fatto che siamo una grande economia, una società vitale. Ma non basta avere queste potenzialità, ha aggiunto «tutto ciò va messo a frutto con scelte politiche appropriate”.

Fonte : La Stampa