Questa volta a mettere sotto accusa un certo modo di usare le donne in televisione è una fonte autorevole, il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, il quale, scrivendo al presidente del Comitato per le Pari Opportunità Mirella Ferlazzo, ha sottolineato che

un’immagine della donna che risponda a funzioni ornamentali o che venga offerta come bene di consumo offende profondamente la dignità delle donne italiane.

Ma non solo: secondo il Presidente della Repubblica sono proprio certi modelli, e l’immagine svilita della donna che ne consegue, a favorire

molestie sessuali, verbali e fisiche, se non veri e propri atti di violenza anche da parte di giovanissimi.

Un “j’accuse” pesante, insomma, una presa di posizione, da parte di Napolitano, che ha ripreso in buona parte il filo del discorso tenuto già in occasione dell’otto marzo scorso, quando soprattutto rivolgendosi alle adolescenti le invitò a esigere rispetto, e che arriva, forse, anche dopo i recenti fatti di cronaca che hanno sollevato il velo su una certa pratica da parte di alcune adolescenti, di inviare foto hard in cambio di ricariche del cellulare.

Si, perché il punto è anche questo. Come si fa a difendere la dignità delle donne, a pretenderla in televisione, quando le donne stesse spesso manifestano di non pretenderne per sé stesse?

C’è chi, come la scrittrice Barbara Alberti nel suo ultimo libro,”Riprendetevi la faccia“, ha sostenuto che anche noi donne occidentali, più libere libere di molte di quelle mediorientali, abbiamo un nostro burqua: quello che ci fa pensare che sia impossibile uscire di casa senza trucco, che sia per forza necessario, dopo una certa età, tingersi i capelli, o stirarsi le rughe, quello che spinge molte donne, non solo di spettacolo, anche donne normali, a ricorrere alla chirurgia plastica.

Esiste davvero, secondo voi, questa schiavitù in conseguenza della quale anche le stesse donne, a volte, non hanno rispetto per se stesse? E se pensate che sia vero ciò che sostiene la Alberti, voi cosa fate, nel concreto, per non essere parte di questo coro di connivenza, per sottrarvi a questa schiavitù e rispettare davvero voi stesse?