L’invito è stato rivolto dal Presidente della Repubblica al convegno su «Le donne e il governo del Paese» organizzato dalla Fondazione Nilde Iotti: secondo Giorgio Napolitano è necessario spingere il più possibile per l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro. Per una ragione di giustizia sociale, la Parità, e per una, se vogliamo, egoistica: le donne possono aiutare a uscire dalla crisi.

Rivolgendosi a Livia Turco, presidente di questa fondazione intitolata all’indimenticata prima presidente donna della Camera dei deputati, Giorgio Napolitano ha così rivolto il suo messaggio:

«L’obiettivo della Fondazione di promuovere un’adeguata presenza femminile nelle classi dirigenti e di rendere le istituzioni sempre più aperte alle competenze e alle conoscenze delle donne è di primaria importanza in una democrazia che voglia arricchirsi anche sotto il profilo della garanzia di effettive pari opportunità. Nel 2011 abbiamo celebrato i 150 anni dell’Unità d’Italia. Numerose sono state le iniziative dedicate al peculiare contributo che le donne hanno dato alla causa dell’unificazione nazionale e allo sviluppo delle istituzioni democratiche: è necessario ora impegnarci soprattutto per il futuro, guardando alle sfide che il nostro paese è chiamato ad affrontare nell’attuale difficile situazione italiana ed europea. Solo accrescendo il ruolo che le donne potranno svolgere nel mondo del lavoro e nelle imprese si riuscirà infatti a corrispondere alla necessità di tornare a crescere. E le donne sono chiamate oggi più che mai ad agire e pesare non solo nella sfera economica, ma anche e soprattutto nel mondo politico e nella vita civile, per stimolare il necessario rinnovamento».

Il capo dello Stato ha già in altre occasioni sottolineato l’importanza di donne e nuove generazioni per rinfrescare il paese, dare all’Italia nuovi stimoli. Da qui il suo aperto sostegno alla visione secondo la quale i figli degli immigrati sono italiani a tutti gli effetti, e anche quella che lo ha visto compiaciuto firmatario di tutte le leggi sulle pari opportunità prodotte dal Parlamento in questi ultimi anni.

L’uscita dalla crisi è in un certo senso la chiave di lettura più odierna, quella che più preoccupa gli italiani in questi mesi difficili in cui il paese ha rischiato e continuare a rischiare il default e controlla ansiosamente l’ormai famoso spread con i titoli tedeschi. Il ruolo delle donne non può che essere fondamentale in Italia, dato che si tratta a tutti gli effetti di una risorsa ancora in parte non utilizzat: molte le donne del sud che non lavorano, molte le giovani donne che pur avendo un ottimo curriculum di studi sono costrette a forme gravi di precariato.

Ma tutti gli studi economici lo dimostrano: se le donne italiane potessero accedere a maggiori chance professionali secondo una media europea, contribuirebbero all’aumento di sette punti percentuali di PIL.