Nel definirlo “onorevole” in questa occasione verrebbe da sorridere, se non fosse che nella Camera dei Deputati sieda realmente. Il protagonista di un’uscita a dir poco infelice è il deputato Pdl Giorgio Stracquadanio. Nella sua originalissima teoria politologica spiega il successo della sinistra con il fatto che, a suo dire

“ha una moltitudine di militanti che il pomeriggio non hanno un ca**o da fare”.

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Queste le esatte parole di Stracquadanio, secondo cui ogni giorno i militanti della sinistra smettono di lavorare alle 14 e vanno diritti a casa a “infestare il Web e montare casino”. Prosegue poi dicendo, trattenendosi perché altrimenti “il suo amico Renato Brunetta si inca**a”, che così è qualora non approfittino addirittura dell’orario di lavoro negli uffici pubblici per fare politica anziché provvedere ai compiti amministrativi loro affidati.

Intuibile come nella rete sia scattato il tam tam per stigmatizzare simili dichiarazioni. Shock nei più, che mai si sarebbero aspettati un attacco pubblico come questo. Lo stesso Stracquadanio non è tuttavia nuovo a “performance” del genere. Tanto per citare un episodio è possibile ricordare come rispose a Nichi Vendola quando questi “osò” parlare di cattolicesimo:

Vendola non ci prenda per il c**o, è gay”.

In coda ricorda come lui sia sempre pieno di impegni politici e di cose da fare, mentre nella rete circolano invece dati riguardanti l’attività di governo che non sono affatto in linea con la teoria del super impegno della maggioranza. Statistiche a parte, com’è possibile che un deputato della Repubblica tenga un comportamento pubblico così palesemente maleducato, arrogante e volgare?