In occasione della quarta Giornata Mondiale della Contraccezione, che si celebra domenica 26 settembre, la Sigo, Società italiana di ginecologia e ostetricia, ha presentato oggi i risultati della sua iniziativa “Scegli tu“, avviata un anno fa in alcune scuole italiane.

La Sigo in questi 12 mesi ha inviato i propri ginecologi in giro per le scuole italiane. La risposta degli oltre 250 mila studenti che hanno partecipato a corsi di educazione sessuale e stata positiva: il 90% è d’accordo alla loro presenza a scuola, perché li considerano estremamente utili, l’83% spera possano continuare e al 75% sono serviti per chiarire i propri dubbi.

I membri della Società italiana di ginecologia e ostetricia lanciano un appello a Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione:

Ci aiuti a formare ragazzi responsabili dentro e fuori dal letto.

Emilio Arisi, consigliere della Sigo, invita gli insegnanti a diventare loro alleati, affinché parlare a scuola di sesso non sia più un tabù. E per facilitare loro il compito, è stata attivata una nuova sezione a loro dedicata, dove potranno avere consigli su come trattare l’argomento in classe o richiedere l’intervento via chat di un esperto in collegamento con la classe.

Secondo un’indagine internazionale condotta in occasione della giornata mondiale, solo il 36% degli studenti italiani si rivolge al proprio docente per chiedere informazioni sulla contraccezione. Diversa è la situazione in Gran Bretagna, dove la percentuale sale al 64, in Spagna dove si attesta al 44% e in Francia, al 42%.

A questo proposito i ginecologi della Sigo si rivolgono alla Gelmini per denunciare il gap educativo che c’è in Italia:

Un paese in cui si studia da un secolo una proposta di legge per l’introduzione dell’educazione sessuale nelle scuole e ancora non si è raggiunto l’obiettivo […]. Chiediamo un passo avanti netto e chiaro, per uscire dalla palude italiana in cui parlare di contraccezione significa evocare il demonio. Il demonio è quello al quale consegniamo i nostri figli, se non li educhiamo.

Una corretta educazione sessuale è necessaria per evitare il diffondersi di malattie sessualmente trasmissibili, perché non bisogna dimenticare che l’HIV, nei giovani rimane la seconda infezione più diffusa.