Si celebra oggi 25 novembre la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne,  una data importante scelta in onore delle sorelle Mirabal, Patria Mercedes, María Argentina Minerva e Antonia María Teresa, attiviste della Repubblica Dominicana uccise il 25 novembre 1961 per la loro opposizione al regime dittatoriale.

Ad oggi sono tantissime le iniziative tese ad affrontare il problema importantissimo dell’aumento esponenziale di “femminicidi” (in Italia quest’anno ne sono già avvenuti 113). Ma ciò nonostante si rivela scarso l’interesse legislativo concreto. Per questo ci uniamo alla campagna No More! per una Convenzione nazionale contro la violenza maschile sulle donne che contrasti, prevenga e sensibilizzi sul tema della violenza sulle donne e sui diritti umani.

Le donne alzino un urlo di protesta contro maltrattamenti e soprusi troppo spesso subiti in silenzio, senza alcun tentativo di difesa, a bocca chiusa, ma con il cuore urlante perché spesso coloro che ci fanno del male sono le persone a noi più vicine: i padri, i fidanzati, i mariti.  Gli uomini si mettano una mano sulla coscienza e pensino alle discriminazioni che troppo spesso ci costringono a subire, a questo stereotipo aberrante con il quale volenti o nolenti ci fanno convivere, e comincino seriamente a proteggerci. Siete uomini? Dimostrate che la vostra forza non è nelle vostre mani, ma nel vostro rispetto.

Rispetto per il nostro corpo e per la nostra dignità, per la nostra femminilità e per il nostro lavoro, qualunque esso sia. Rispetto per il nostro pensiero, per la nostra età, per le nostre fragilità, le paure e i sogni. Rispetto per la nostra minigonna o per il nostro burqa, per la voglia di uscire con le amiche e non assecondare i desideri di un uomo, per i nostri gusti sessuali o per il nostro amore non ricambiato. Rispetto per i nostri diritti. A prescindere dalla nostra razza, cultura o religione.

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