Domani, 1 Dicembre, si celebra la 26esima Giornata Mondiale contro l’AIDS. Per l’occasione, il Ministero della Salute ha promosso iniziative in tutto il territorio nazionale, anche se la battaglia contro la sindrome da immuno deficienza acquisita sembra non essere più in primo piano.

Informazioni sull’AIDS, come ogni anno, domani saranno diffuse in oltre 200 punti strategici, dato che ancora molti giovani non conoscono la malattia o la sottovalutano, avendo rapporti sessuali non protetti. Università, discoteche, centri di ritrovo giovanile, locali: tutte le strutture saranno coinvolte, grazie al lavoro svolto dai giovani della Croce Rossa Italiana, che hanno organizzato tutte le iniziative orientate all’approfondimento di una malattia che uccide ancora.

Solo in Italia ci sono più di 165.000 persone affette dal virus dell’Hiv. E, a quanto pare, l’informazione scarseggia. La maggior parte dei giovani considera infatti il preservativo un fastidio, un qualcosa di opzionale che limita il piacere durante un rapporto sessuale. Eppure è l’unico comportamento corretto da assumere per sentirsi al riparo da rischi, a meno che non si voglia scegliere di astenersi dai rapporti.

L’invito a portare sempre con sé un preservativo è rivolto a tutti, in particolare però alle donne. Risulta infatti in aumento il numero di donne colpite dall’AIDS in Europa. Eppure, la ricerca non prende in considerazione questo dato. Cristina Mussini, Direttrice della Clinica delle Malattie Infettive del Policlinico di Modena, nel corso del convegno al Senato in vista della Giornata Mondiale contro l’Aids, ha spiegato:

«I farmaci utilizzati in terapia sono spesso sperimentati in giovani maschi, pertanto è difficile capire a priori come possano interferire con l’organismo femminile. Vi sono inoltre peculiarità connesse allo stato di sieropositività femminile che vanno dal desiderio di maternità alla scelta del contraccettivo adatto. ad esempio, poche sanno cosa significa avere un figlio essendo HIV positive e che le attuali terapie antiretrovirali possono proteggere il nascituro».

Ma non ci sono solo notizie negative. Pare infatti che grazie alle nuove terapie, si sia prolungata la sopravvivenza e ridotta la mortalità delle persone sieropositive. Almeno in Italia. Infatti, i dati allarmanti riguardano l’Africa, dove ogni giorno nascono mille bambini affetti dal virus dell’Hiv e solo la metà di questi sopravvive ai primi due anni di vita.

Tra le varie iniziative, segnaliamo “Aids is not Dead“, la distribuzione di condom per tutto il mese di dicembre al prezzo simbolico di 1 €, organizzata presso i saloni di bellezza per giovanissimi ContestaRockHair. L’intero ricavato verrà poi devoluto all’associazione Sieropositivo.it, sostenendo l’attività di informazione e sensibilizzazione presso gli istituti superiori. Inoltre, attraverso il sito Safesexdu.com è possibile ricevere risposte – anche sul proprio cellulare – sulla malattia, sul test e sulle vie di contagio.