La Giornata Mondiale contro l’AIDS si celebra ogni primo dicembre per sottolineare come questa terribile malattia non sia stata ancora debellata, come sia necessario investire in ricerca e protezione e, non ultimo, per ricordare le numerose vittime del contagio da HIV. Fra queste anche numerose star, che hanno lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva.

Non si tratta di fare del gossip spicciolo o di indagare nel privato pruriginoso dei VIP, bensì di rimarcare come l’AIDS non guardi in faccia a nessuno. L’HIV non discrimina in base a orientamento sessuale, fama o conto corrente: colpisce tutti coloro che non si proteggono in modo adeguato.

Galleria di immagini: Freddie Mercury, Gia Carangi, Keith Haring

E la storia di questi grandi del cinema, dell’arte e della musica può essere sicuramente d’esempio e d’aiuto, perché a volte è molto più semplice immedesimarsi in idolo che far propria la corretta informazione scientifica.

Gran parte dei decessi per AIDS dello showbiz è avvenuta tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, quando ancora il virus risultava essere un totale mistero, più di quanto non lo sia oggi. La terapia combinata odierna, il famoso cocktail di antiretrovirali che ha allungato di decenni l’aspettativa di vita dei malati, è stata infatti introdotta solo dopo il 1995.

La star affetta da HIV che sicuramente ha commosso più il mondo è Freddie Mercury, il compianto leader dei Queen, di cui si è celebrato il ventennale della scomparsa proprio in questi giorni. Mercury è una delle vittime più note della comunità omosessuale, uno dei primi gruppi a essere colpito da questo flagello nonostante ora l’HIV sia in più rapida crescita fra gli eterosessuali, e probabilmente ha contratto il virus per una condotta libertina in fatto di sesso e droga. Impressionanti le sue ultime immagini nel video “These Are the Days of Our Lives”, dove nel 91 apparve dimagrito ed emaciato nonostante il trucco e le riprese in bianco e nero cercassero di coprire l’avanzamento della malattia. Mercury si spense il 21 novembre del 1991 a 45 anni, a poche ore dall’annuncio ufficiale di essere affetto da AIDS conclamata.

La primissima star che, tuttavia, sconvolse l’opinione pubblica fu Gia Carangi, la prima vera top model degli anni ’80. Giovanissima e bellissima, trasgressiva come poche nello showbiz, la modella fu contagiata a causa dello scambio di alcune siringhe infette: Gia era, infatti, tossicodipendente. Deceduta il 18 novembre del 1986 a 26 anni, per lei non vi furono possibilità per una fine dolce: ai tempi, purtroppo, non si conoscevano nemmeno cure palliative. La Carangi è stata interpretata magistralmente sul grande schermo nel 1998 da {#Angelina Jolie}, nel film “Gia”.

Dello stesso periodo della Carangi, è la morte di Rock Hudson, amatissimo attore e conduttore statunitense, simbolo dei giovani perbene degli anni ’60 e considerato, poi, l’uomo ideale di ogni massaia d’America. Hudson era però omosessuale, sebbene non abbia mai rivelato il proprio orientamento sessuale, e fu colpito dall’HIV a seguito di rapporti sessuali non protetti. Si spense il 2 ottobre del 1985 a 60 anni. Ma la lista degli attori uccisi dal virus è davvero impressionante e comprende anche il premio Oscar Anthony Perkins, la cui vicenda commosse Hollywood.

Anche il mondo dell’arte e della letteratura è stato travolto dall’AIDS. Basti pensare al geniale Isaac Asimov, pioniere della fantascienza e ispiratore di molte ricerche scientifiche. Asimov venne contagiato nel 1983 da una trasfusione infetta e morì il 6 aprile del 1992, a 72 anni. Insieme a lui il visionario Keith Haring, l’artista deceduto a soli 31 anni e famoso per i suoi soggetti iconici e stilizzati. Haring fu uno dei pochi personaggi influenti degli anni ’80 che decise di parlare apertamente di AIDS, diventandone un attivista. E come non ricordare il ballerino classico Rudolf Nureyev, di cui si è vociferata una relazione con {#Freddie Mercury}, scomparso nel 93 a 54 anni.

Infine, non può mancare un excursus sul mondo dell’hard. Negli anni ’70 e ’80 la pornografia era molto diversa, e decisamente meno anonima, dai tempi moderni. Alcuni attori diventavano delle popolarità a tutti gli effetti, acclamate dal pubblico come rockstar. Purtroppo, però, la non conoscenza del virus e la scarsa informazione hanno mietuto vittime nel cinema erotico più di qualsiasi altro settore umano. Fra i tanti si ricorda John Holmes, scomparso a soli 43 anni.

Si tratta sicuramente di morti sfortunate e di personaggi rimpianti ancora oggi, vittime della disinformazione e dell’inesistenza di un protocollo medico. Negli ’80, infatti, poco si sapeva sul virus, sulla sua evoluzione, sulle modalità di contagio. Oggi, però, la situazione è ben diversa: la scienza, seppur non sia ancora riuscita a debellare il virus, ha allungato di molto la vita delle persone sieropositive, avvicinandola in durata a quella degli individui sani. Ma in mancanza di una soluzione definitiva, l’unica modalità d’azione è quella di usare sempre il profilattico.

Fonti: Wikipedia