Sono passati 19 anni da quando, il 20 novembre 1989 presso la sede dell’ONU, i rappresentanti degli Stati di tutto il mondo hanno sottoscritto la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia. La data coincide, tra l’altro, con altri due anniversari: la dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (1789) e la Dichiarazione dei Diritti del Bambino (1959).

L’evento mondiale conta 193 Stati firmatari, l’Italia ha ratificato la Convenzione il 27 maggio 1991 introducendo la legge n. 176 e, con una legge del 23 dicembre 1997, ha istituito la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’Osservatorio nazionale per l’infanzia.

La Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia ha una valenza di tipo obbligatorio e vincolante. Ogni Stato firmatario è tenuto per legge a uniformare le norme interne con quelle proposte dalla Convenzione, in modo da fornire supporto e diritti per i bambini in difficoltà e per le loro famiglie. Tra i principi fondamentali sottolineiamo i diritti alla sopravvivenza, all’ascolto, alla non discriminazione, al superiore interesse del bambino, all’universalità, all’indivisibilità e all’interdipendenza dei diritti dell’individuo.

L’Unicef è il principale organismo di rappresentanza della Convenzione e l’arma d’intervento sul campo in difesa dei bambini.

Anche Google ha voluto rimarcare l’importanza della giornata dedicando il doodle del motore di ricerca.

Piera maggio, madre di Denise Pipitone, sarà testimonial della ricorrenza per la Fondazione Mediaterraneo, creata per volontà della Provincia di Genova e del Comune di Sestri Levante, come simbolo della costanza e dello sforzo nella ricerca della figlia scomparsa nel nulla.

Denise è l’emblema di come, ancora oggi, i diritti dei bambini siano costantemente sviliti e negati. Secondo i dati ufficiali dell’Unicef:

  • 11 milioni di bambini muoiono ogni anno prima di aver compito 5 anni a causa di malattie facilmente debellabili quali polmoniti, morbillo, tetano, tubercolosi e malattie intestinali;
  • 150 milioni di bambini soffrono di malnutrizione, non hanno cibo a sufficienza per la sopravvivenza di base;
  • 123 milioni di bambini non hanno mai frequentato la scuola oppure gli è impedito di frequentarla. In maggioranza sono bambine;
  • 211 milioni di bambini lavorano quotidianamente sottopagati o solo per un pezzo di pane;
  • 600 milioni di bambini, cioè un quarto dei bambini di tutto il mondo, vivono in condizioni di estrema povertà;
  • 2 milioni di bambini sono morti, nel corso dello scorso decennio, a causa delle guerre;
  • 20 milioni sono stati costretti a fuggire dalle loro case;
  • 300 mila bambini sono stati rapiti o sono stati obbligatoriamente reclutati come soldati. I più colpiti i bambini africani, asiatici e del Medio Oriente;
  • 130 milioni di donne hanno subito, da bambine, mutilazioni sessuali e ogni anno altri due milioni di bambine le subiscono;
  • oltre 1 milione di bambini ogni anno sono vittime del traffico minorile, vengono venduti come schiavi, costretti a subire abusi psicologici e fisici e obbligati alla prostituzione come vittime del monopolio dei pedofili;
  • 14 milioni di bambini hanno perso la madre, il padre o entrambi i genitori a causa dell’Aids, e in alta percentuale loro stessi sono colpiti dall’HIV.