Negli ultimi tempi, sensazioni come sonnolenza e spossatezza hanno destato l’interesse degli studiosi finanche a essere annoverati tra i sintomi di una malattia: la stanchezza cronica.

Tale patologia è, per certi versi, ancora un territorio sconosciuto per i ricercatori, che hanno deciso di indire il 12 maggio una Giornata Mondiale per ricordarne lo studio. A essere colpiti sono soprattutto i giovani, che sentendosi sempre stanchi e “svogliati” non riescono a studiare e lavorare.

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A detta dello specialista Umberto Tirelli, dottore del dipartimento di Oncologia Medica all’Istituto Nazionale di Tumori di Aviano, la malattia si starebbe diffondendo rapidamente diventando così sempre più comune:

“In base ai diversi studi condotti negli Stati Uniti, sia a San Francisco che a Seattle e in diverse città americane si stima che negli Stati Uniti vi siano circa mezzo milione di persone che hanno una patologia simile alla Sindrome da Stanchezza Cronica, pertanto si può calcolare che in Italia vi siano circa 200-300.000 casi di CFS”

Ancora oggi, non si conoscono le cause della stanchezza cronica ma solo i suoi sintomi: si presenta come un senso di spossatezza che porta a disturbi del sonno e perdita di tonicità ai muscoli. Ma il vero problema che affligge chi soffre di questa patologia è la mancanza di una cura specifica.

Il medico curante consiglia nella maggior parte dei casi di gestire meglio le ore di riposo, ma spesso non basta e alla cura del sonno vengono associati anti depressivi e una dieta equilibrata. Per questo motivo, la Giornata mondiale mira a pubblicizzare il problema e sostenere gli studiosi nella ricerca di una cura.