Guardando le abitudini di oggi, quasi non riusciamo a concepire come i nostri nonni potessero vivere senza TV, frigorifero e auto. Forse non riusciamo nemmeno a ricordare com’era la nostra vita prima di Internet e dei cellulari. Eppure, mentre ci disperiamo perché l’ADSL è lenta o perché non abbiamo credito nel telefonino, ci sono ancora 884 milioni di persone che non hanno accesso all’acqua potabile e 2 milioni e 600 mila persone prive di servizi igienici adeguati.

La chiamano oro blu, per far capire quanto è preziosa. Se ne torna a parlare oggi, la Giornata Mondiale dell’Acqua. Questa ricorrenza è stata istituita nel 1992 dalle Nazioni Unite con l’invito a dedicare un giorno alla promozione di attività concrete all’interno dei Paesi membri.

Negli ultimi 50 anni, l’acqua sulla Terra si è ridotta di due terzi. Ciò significa, da un’altra prospettiva, che il consumo di acqua è cresciuto notevolmente nell’ultimo secolo, quasi il doppio rispetto alla crescita dell’umanità stessa. E si calcola che entro il 2030 una persona su 3 vivrà in zone dove scarseggia.

I numeri parlano da soli: ogni essere umano necessita da 20 a 40 litri d’acqua pulita al giorno, che cresce fino a 50 litri se si considera il bisogno per lavarsi e cucinare. Un europeo può consumare in media 200 litri di acqua al giorno, un nordamericano 400, contro i 10 litri di una persone povera nei Paesi in via di sviluppo.

Ma il problema più grave, legato alla scarsità dell’acqua, è il suo cattivo uso, che la rende inquinata e pericolosa per la salute. Lo slogan della giornata di quest’anno è proprio “Acqua pulita per un mondo più sano“.

Nel suo messaggio per la giornata, il segretario generale dell’Onu Ban-ki-moon ha dichiarato:

Muoiono più persone per via dell’acqua poco sicura che non a causa di tutte le forme di violenza, inclusa la guerra; l’acqua pulita è diventata scarsa e lo sarà sempre più a causa dei cambiamenti climatici.

Secondo Oms e Unicef, entro il 2015 riusciremo a centrare l’obiettivo di dimezzare il numero di quanti non dispongono di acqua potabile, ma per quanto riguarda la disponibilità di gabinetti e fognature, il problema è più complicato. In realtà proprio la loro assenza è causa della morte di oltre 1,5 milioni di bambini sotto i cinque anni ogni anno. Solo la diarrea uccide più bimbi di AIDS, malaria e morbillo.

E pensare che, mediamente, si calcola che costa molto meno proteggere le risorse idriche che ripulirle dopo averle inquinate. Inoltre, le stime dicono che per ogni dollaro investito nella fornitura sicura di acqua e servizi igienici, si avrebbe un guadagno tra i 3 e i 34 dollari.

Per trovare la risposta alle molte domande che sorgono spontanee, forse una sola giornata non basta. È un argomento che ci riguarda da vicino come esseri umani, e ancora di più come italiani, poiché, secondo il Ciheam, il 60% della popolazione che soffre per la scarsità d’acqua nel mondo è concentrata proprio nell’area del Mediterraneo.

Cosa possiamo fare nel nostro piccolo? La Commissione europea ha messo a punto un vademecum per questa giornata. Ecco alcune indicazioni: bere acqua filtrata dal rubinetto, raccogliere l’acqua piovana per il giardino, usare un ciclo a basso consumo per la lavatrice, usare lo scarico ridotto del gabinetto, preferire la doccia al bagno, non lasciare aperto il rubinetto mentre ci laviamo i denti.