Il 20 novembre ricorre la 23° Giornata internazionale per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che celebra la data in cui la Convenzione Internazionale sui Diritti per l’Infanzia è stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, nel 1989. Una ricorrenza simbolica che, in questi giorni, con le morti di decine di bambini innocenti, vittime della follia bellica che si sta verificando nella striscia di Gaza, non può che lasciarci un bel po’ di amaro in bocca.

Concepita considerando differenti forme culturali e giuridiche, la Convenzione enuncia per la prima volta che tutti i bambini hanno gli stessi diritti, a prescindere da qualsiasi tipo di diversità che si possa riscontrare. Costituita da 54 articoli e da due protocolli opzionali (sui bambini in guerra e sullo sfruttamento sessuale), si basa  essenzialmente su 4 principi fondamentali:

a)     Non discriminazione (art. 2): i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori.

b)     Superiore interesse (art. 3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l’interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità.

c)     Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino (art. 6): gli Stati devono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati.

d)     Ascolto delle opinioni del minore (art. 12): prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni.

Facciamo sì che i bambini possano perdersi nei loro sogni, senza conoscere la bruttezza del mondo.

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