La disoccupazione giovanile ha raggiunto un nuovo livello record. Se il tasso di disoccupati a livello generale si mantiene sostanzialmente invariato, a preoccupare è invece quello dei giovani senza lavoro, salito al 29%: quasi uno su 3.

In Italia assistiamo quindi a un ulteriore aumento rispetto al mese precedente e andiamo così a toccare il livello massimo dal 2004, quando sono cominciate le rivelazioni mensili. I tecnici dell’Istat commentano i dati affermando che:

“A chiusura del 2010 le condizioni del mercato del lavoro appaiono un po’ più serene, dall’autunno l’occupazione ha smesso di scendere e la disoccupazione nell’ultimo bimestre, novembre e dicembre, ha preso a calare.”

Sono cifre che tuttavia preoccupano parecchio soprattutto i sindacati, mentre il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi tende a minimizzare l’allarmante situazione:

“Nella rilevazione mensile dell’Istat il mercato del lavoro si conferma stabile in un contesto europeo altrettanto stabile. Si è fermata la caduta dell’occupazione tanto che rispetto al mese si registrano 11 mila disoccupati in meno. Il tasso di disoccupazione italiano è all’8,6%, quasi un punto e mezzo al di sotto della media europea. La crescita in tutto l’Occidente, anche per i caratteri di selettività che la contraddistingue, non è sempre accompagnata da nuova occupazione e spesso si traduce come in Italia in aumento delle ore lavorate da parte degli stessi occupati. Le incertezze che permangono sulla ripresa contraggono le nuove assunzioni e inducono a consolidare anche attraverso gli ammortizzatori sociali i rapporti di lavoro in essere.”

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Il ministro annuncia poi un piano di Governo destinato ai giovani:

“Per i giovani il Piano del Governo, anche con misure specifiche di incentivazione, si rivolge soprattutto all’investimento nelle competenze e, in particolare, ai contratti di apprendistato che integrano apprendimento ed esperienza lavorativa.”

Staremo a vedere se le intenzioni positive del ministro si trasformeranno infatti. Per il momento, quel che rimane certo è una situazione lavorativa, tra disoccupazione e precariato, estremamente dura per i giovani come non capitava da molti anni a questa parte.