Gli ultimi dati resi noti dall’Istat sull’occupazione giovanile in Italia non sono certo incoraggianti, soprattutto per quanto riguarda il sesso femminile.

Le ragazze studiano di più dei colleghi maschi ma l’ingresso nella professione è più difficile, e anche chi trova lavoro è spesso svantaggiata. La situazione cambia tra le regioni del nord e il mezzogiorno, tuttavia in linea generale si può affermare che i contratti proposti alle giovani donne siano quasi sempre a tempo indeterminato, e parziale.

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L’indagine Istat riguarda la condizione del lavoro giovanile tra il 2009 e il 2010, anni caratterizzati da cifre molto alte per quanto riguarda la disoccupazione. Il tasso di occupazione per le ragazze è pari al 35,4%, contro il 48,6% dei ragazzi. Ci sono comunque disparità profonde tra le aree geografiche nazionali, infatti al nord l’occupazione presenta valori più che raddoppianti rispetto al sud.

Alle giovani lavoratrici vengono offerti molto più spesso contratti part-time, e soprattutto a termine: la differenza con i coetanei è di circa sette punti in percentuale. La conseguenza di questa disparità e penalizzazione, che riguarda anche gli stipendi, è che la maggioranza della giovani tra i 18 e i 29 anni vive ancora con i genitori, mentre solo il 4% si mantiene da sola.

Per quanto riguarda i titoli di studio, i livelli generali di istruzione sono più elevati in ambito femminile, ma è anche vero che le giovani donne che non studiano e non hanno un lavoro sono più dei ragazzi (29,9% contro il 22,9%).