Il fenomeno dei giovani NEET (Not in Employment, Education and Training) è in continua crescita, anche in Italia. Sono definiti così i ragazzi che non hanno un impiego, ma anche che attualmente non studiano e non frequentano alcun corso di formazione che li prepari per un possibile lavoro in futuro.

Sono ragazzi di entrambi i sessi tra i 15 e i 19 anni, e stando a quanto riporta un’indagine statistica condotta da Italia Lavoro, la maggior parte sono donne. Oltre la metà dei giovani che si trovano in questa situazione di inattività, infatti, sono ragazze.

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Si parla di un totale di oltre due milioni di NEET sul territorio nazionale, praticamente il 21,2% della popolazione, prevalentemente concentrati nelle regioni dei Sud e perlopiù in possesso di un diploma di scuola superiore, oppure della licenza media. Il 56,6% è costituito da esponenti del sesso femminile, che sono quindi le più colpite da questo fenomeno sociale.

Ma il dato più interessante riguarda le prospettive future di questa fetta dei giovani italiani, molti dei quali non sono effettivamente neanche alla ricerca di un lavoro. Solo il 65,8%, infatti, risulta attivo nella ricerca di un’occupazione, mentre del restante 34,2% sono soprattutto le ragazze a non attivarsi in merito.

Questa situazione combacia abbastanza con quanto reso noto recentemente riguardo i giovani italiani, che spesso e volentieri rimangono in famiglia anche oltre i venticinque anni di età e, per questo, sono accusati di avere troppe pretese riguardo la tipologia del lavoro da cercare, che spesso non viene preso in considerazione se prevede spostamenti o temporanei cambi di domicilio.