Nell’era della comunicazione veloce ogni tipo di relazione ha subito una modifica, una sorta di mutazione genetica. A differenza del passato oggi l’interazione cammina attraverso il Web, nel quale si riversa troppa fiducia a dispetto della mancanza di interazione fisica diretta. I giovani, in particolare, sembrano davvero incapaci di parlare d’amore.

Anche gli approcci sentimentali e le relative esperienze sessuali subiscono i dogmi di questa nuova religione da interazione, e non sempre ciò che si ottiene rispecchia le aspettative. Secondo uno studio condotto dagli psicologi dell’Istituto di Ortofonologia (Ido), su un gruppo variegato di 1.600 ragazzi dagli 11 ai 19 anni, sono emersi dati poco rassicuranti sul livello di informazione dei giovanissimi.

Un numero sempre più alto di adolescenti affida l’educazione sessuale a Internet e alle amicizie, ricevendo dati confusi e parziali specialmente se alle spalle non c’è una corretta informazione. Da questo punto di vista la scuola cerca di tamponare l’emorragia ma non sempre ne ha i mezzi, causa tagli economici, e quindi i più giovani hanno accesso al {#sesso} in modo diretto ma incompleto. Per non parlare del fatto che pochi si rivolgono alle famiglie, preferendo gli amici.

Molti separano l’amore e l’affetto dall’atto fisico, e il più delle volte la prima esperienza viene consumata con gli amici della compagnia solo per provare. Diventa un gioco malizioso e trasgressivo, dove manca tutto il fascino e l’aspettativa dell’atto di passaggio, e si trasforma in semplice gesto fisico privo di passione. I ragazzini si rivolgono al sesso anche per non essere esclusi dal gruppo, subendo quindi un ricatto, e agendo in modo incosciente.

E se l’età media della prima volta si abbassa sempre di più, sfiorando il limite tra infanzia e adolescenza, sono tantissimi i ragazzi inconsapevoli dei rischi legati al sesso. Ignari del concetto di prevenzione, di malattie e gravidanza.

Fonte: Corriere della Sera