È stato uno degli artisti più politicizzati degli anni ’80 e uno dei massimi rappresentanti della cultura punk e new wave italiana. Stiamo parlando di Giovanni Lindo Ferretti che, con i suoi più svariati progetti quali i CCCP, i CSI e i recenti PGR, ha lasciato impronte indelebili nella storia della musica dello stivale.

L’attivismo politico e la rabbia sociale, spesso riportata in versi nelle sue indimenticabili canzoni, da tempo si è però fatta da parte, lasciando spazio a nuovi sentimenti.

Galleria di immagini: Giovanni Lindo Ferretti

Qualche anno fa, Ferretti ha fatto un particolare coming out via mezzo stampa: ha voluto comunicare al suo pubblico la sua intensa conversione al cattolicesimo. Un percorso di fede ribadito nel 2009 dalle pagine di Avvenire, in cui l’artista titolava:

“Io, ex punk comunista, canto la fede ritrovata.”

Ed è proprio dalle pagine del giornale dei vescovi italiani che l’ex leader dei CCCP inizierà a breve una carriera da giornalista, con una rubrica fissa intitolata “Dal Crinale”, dove l’artista si lancerà in riflessioni spirituali dal suo nuovo status di quasi eremita emiliano. Sono proprio le sue radici negli appennini, infatti, ad aver stimolato questo suo intenso cambiamento, così come ribadiva nell’intervista del 2009 citata poc’anzi:

“Do­po aver cercato il senso in mille modi senza trovar­lo l’ho trovato tornando a casa. Al mio mondo di quando ero bimbo: i monti, il rosario.”

Atteso di recente a Italia Wave per un concerto salentino alle luci dell’alba, evento sfortunatamente cancellato per una questione familiare molto delicata, il percorso degli ultimi anni di Ferretti ha sollevato equamente curiosità e scetticismo. E mentre in molti si chiedono quale sia stato il leitmotiv del passaggio da “Fedeli alla linea” a un “Fedeli alla Fede”, c’è molta attesa per l’inizio della sua nuova rubrica, da domani su Avvenire. Perché Ferretti rimane un grande pensatore dei nostri tempi e, di certo, solleticherà con le proprie riflessioni non solo l’utenza religiosa tipica della testata.

Fonte: La Stampa