Non bastavano le polemiche per aver occupato lo spazio TV che fu di Enzo Biagi. Giuliano Ferrara si è attirato in questi giorni numerose critiche, in particolare dopo la puntata di martedì di “Qui Radio Londra”, dedicata alla protesta a Maglie contro Ruby Rubacuori, al secolo Karima El Marough. Abbiamo già spiegato in un precedente post come gli organizzatori della manifestazione nel gruppo Facebook “Ruby Rubasoldi a Tempo Zero” abbiano reclamato la verità di fronte alle inesattezze spiegate da Ferrara, che ha anche registrato un clamoroso calo di ascolti per Rai 1.

Ferrara ha inoltre mandato in onda il montaggio di due video: uno era il nostro, relativo all’inizio della protesta, pochi manifestanti che gridavano “vergogna” a quelli che sembravano essere gli avventori del locale che ospitava Ruby, l’altro faceva riferimento a un momento successivo, all’arrivo di Ruby al locale. Ferrara, a seguito di questo montaggio, ha paragonato Ruby alla Maddalena del Vangelo, giustificando la sua presunta ex professione, la più antica del mondo, con il suo background culturale.

Galleria di immagini: Ruby Rubacuori contestata a Maglie

Per cui all’indignazione dei manifestanti, si è aggiunta l’indignazione perché il loro messaggio non è passato in maniera corretta, e cioè quello secondo cui Ruby è solo la pedina di un sistema in cui non si privilegiano i talenti artistici, che risultano sconosciuti, sommersi e a volte anche sfruttati.

Così i manifestanti hanno scritto una lettera a Ferrara e a molte testate italiane. Noi la riportiamo integralmente:

“Grande Ferrara,

scusandoci per averLa fatta diventare furibondo e per averLe rovinato la giornata, La ringraziamo, invece, per averci fatto riappacificare con le nostre coscienze e con il mondo intero, grazie al suo sermone, in onda martedì sera su Rai 1. Così che Lei ci ha allietato la serata e resi contenti e contente per averci degnati di tanta attenzione, pur rendendoci conto che i suoi obiettivi erano altri. Obiettivi cui ha sacrificato ogni regola di corretto giornalismo! Il Suo è stato un pietoso esempio di giornalismo! Di corretta informazione, solo il luogo! Per il resto, nulla di preciso.

È compito di un bravo giornalista appurare i fatti e non solo preoccuparsi di riempire una striscia di informazione a solo scopo propagandistico! Occorre essere precisi:

  • Lei parla di “… sputacchiate,… folla insolentita, … che battevano le mani sull’auto…”, basterebbe che riguardasse con attenzione il video da lei stesso mandato in onda per smentirsi da solo. Nessuno ha sputato e tantomeno nessuno ha battuto le mani sulla “piccola auto” che ospitava Ruby;
  • Lei parla di “… un incontro in discoteca per un numero…” quando invece si trattava di una cena in cui Karima doveva essere usata come oggetto di ornamento e doveva prestarsi a essere fotografata al modico prezzo di 20 euro (come di solito si fa al circo sul pony).

Riguardo ai contenuti dissentiamo:

  • Lei parla di “… un’infanzia complicata…” e con questo intende giustificare percorsi di vita che non sono affatto occasioni di riscatto, né tanto meno una libera scelta, ma un rinvio ad ancora più degradanti esiti esistenziali;
  • Lei parla di una “…emancipata attraverso il proprio corpo…” e, forse, dovrebbe meglio riflettere sulla possibilità che Karima non sia invece “attraversata” dal corpo di altri!

    Il corpo è memoria della nostra storia unica e irripetibile, il limite tra l’io e l’altro e che finisce di essere tale quando si mercifica, quando si presta a un padrone, quando è oggetto di svendita;

  • Lei parla di “… spettacolo di vita agevole…” facendo di Karima una povera illusa e deficiente nel suo non saper scernere la realtà dallo spettacolo;
  • Lei parla di “… scoperta…” riferendosi a quella “terra” che Fede e Berlusconi avrebbero conquistato come i Colombo e i Vespucci del momento; non si chiede se fosse stato meglio non “scoprire” una giovane ragazzina di 16 anni?
  • Lei parla di “… ragazza… che cade nel giro di ragazze…” come se ciò fosse propedeutico e obbligatorio all’entrata in società o come se si dovesse assistere a un rito di iniziazione, anche questo imposto, in certe culture; non si pone il problema che questo è anche il sistema della prostituzione!
  • Lei chiama i manifestanti “… sciagurati…” e lo dice usando uno spazio pubblico che Le permette di farne uso per giudicare senza peraltro alcuna possibilità di contraddittorio. Se i manifestanti avessero la stessa sua opportunità, allora, si potrebbe discorrere ad armi pari.
  • Lei parla di Vangelo, forse perché è l’ultima speranza per riconciliarsi con quell'”unto” del Signore o forse perché le serve quella fetta di opinione pubblica che si rivede nei sermoni della domenica!
  • Lei parla di “amore… carità… misericordia…” e così ci ritrova al suo fianco (non perché ci tenessimo) ma per rispetto a tutta una società civile e laica e religiosa che crede in questi principi. Forse avrebbe potuto meglio parlare di quella mancata misericordia di chi ha sfruttato una situazione di miseria.
  • Lei parla di “disprezzo”, noi preferiamo il termine “indignazione”. Nessuno urlava contro Karima e quel grido di “vergogna” non era rivolto a lei ma al sistema che permette il fiorire di questi pseudo eventi in nome del gossip. “Vergogna” contro un sistema che inneggia all’apparenza. La nostra era indignazione verso chi tratta le ragazze, Karima compresa, come “cosa”, come “merce”. Nessuna eccitazione in noi e nessuno ci eccita, tanto meno lei dall’alto della sua posizione di gran peso. Noi non ci sentiamo di augurare nulla a Karima né ci sentiamo “senza peccato”, non abbiamo scagliato pietre. A Lei auguriamo di collocarsi meglio sul grafico dell’audience, se non altro per non rischiare di sorbirci oltre che i Suoi sermoni anche un aumento di canone!”