Giuliano Ferrara al posto di Michele Santoro? Sembra essere più che un’ipotesi o un’autocandidatura, come hanno precisato i vertici Rai: Ferrara potrebbe presto occupare lo spazio nel palinsesto di Rai 2 che fu di Santoro, la prestigiosa fascia del primetime il giovedì sera.

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La candidatura di Ferrara presenta un’alta probabilità di divenire una realtà, anche per il silenzio del direttore generale della TV di Stato Lorenza Lei e, di contro, per le proteste dell’opposizione in seno al consiglio d’amministrazione. Ferrara aveva proclamato:

«Ho proposto una trasmissione dal titolo provvisorio, “L’esame”. Non conosco l’esito, non posso sapere i progetti di Viale Mazzini. Prima eredito la cattedra di Enzo Biagi, ora il trono di Santoro. Vorrei qualcosa di veloce e dinamico: pochi filmati, due mie interviste a due personaggi diversi, un gruppo di persone che giudica e consente al sondaggista Nando Pagnoncelli di fare le sue statistiche.»

Intanto Santoro, che ha reclutato per la sua squadra di “Servizio pubblico” anche il giornalista Sandro Ruotolo, ha bocciato pubblicamente questa ipotesi:

«Giuliano Ferrara non ha i numeri. Almeno dovrà misurarsi col mercato, non potrà vivere di rendita come ha fatto a Radio Londra. Gli manca sempre qualcosa: per sostituire Biagi l’equilibrio, per sostituire me i numeri, per sostituire Daniele Luttazzi la libertà.»

Non è un caso che Santoro nomini se stesso, con le altre vittime dell’Editto Bulgaro. In un momento in cui non si fa che parlare di libertà di stampa, quei tre nomi restano un esempio di come in Italia a un certo punto per la stampa qualcosa è andato male, e la politica, che pure da sempre ha esercitato le pressioni sul quarto potere, ha avuto un fattivo ruolo censorio.

Fonte: Corriere della Sera, Newnotizie.