Giuseppe Fioroni e Antonio Cassano rendono delle dichiarazioni contro gli omosessuali. Le parole del primo hanno una valenza non da poco, dato che si tratta di un esponente del Partito Democratico che fu anche ministro dell’Istruzione, quindi le sue valutazioni politiche, se tornasse al governo, significherebbero un certo no ai diritti delle coppie gay. Il secondo è un calciatore azzurro, in quanto tale idolatrato dai più piccini, che insieme agli adulti in questi giorni seguono gli Europei di calcio: che valore possono avere le sue parole sulle future generazioni?

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E se Antonio Cassano rilascia un’intervista in cui apostrofa gli omosessuali con un termine gergale romano, affermando che spera che non ce ne siano in Nazionale, Giuseppe Fioroni minaccia quasi di candidarsi alle primarie, se Pier Luigi Bersani non inserirà tra le sue priorità di aspirante premier la negazione dei diritti delle coppie gay e dell’eutanasia, due temi invece molto cari alla sinistra estrema. Ma tant’è: chi veniva dall’esperienza del comunismo italiano avrebbe dovuto mettere in conto che con i cattolici (Fioroni era in quota Margherita, ndr) ci sarebbero stati degli ostacoli ideologici pressoché insormontabili.

Queste le dichiarazioni di Giuseppe Fioroni, che quasi con un “non expedit” richiama l’elettorato cattolico:

«C’è una vasta area del PD pronta a dire no a derive eutanasiche e coppie gay. Un’area vasta, decisa a costruire una coalizione di governo nuova e capace di individuare priorità vere, che sono la crisi occupazionale, le famiglie che faticano a sopravvivere o i deboli. Mi auguro che i grandi temi siano raccolti da Bersani perché se non c’è lui, ci dovrà essere qualcun altro capace di mettere queste priorità in agenda. I voti dei moderati e dei cattolici sono decisivi e nessuno può pensare di farne a meno. Non si tratta solo di scegliere il leader ma di fissare programmi e contenuti. E se Bersani dovesse dimenticare le priorità, sarei costretto a riflettere e, magari, a muovermi. Su una cosa vorrei essere chiaro: io sono a favore da sempre del riconoscimento dei diritti di coloro che convivono a qualunque titolo e dei loro figli ma ho espresso contrarietà a ritenere che il matrimonio gay sia una priorità o che lo sia l’eutanasia. Tutto il resto è polemica strumentale.»

Quindi sì alle coppie di fatto per Fioroni, purché i componenti non siano dello stesso sesso. Di differente parere sono le frange più sinistrorse del PD, per cui ad esempio il diritto all’adozione da parte delle coppie gay è fondamentale: certo aiutare chi ha già una famiglia formata può aiutare, ma non bisogna dimenticare che ci sono bambini che desiderano una famiglia e una casa indipendentemente dalle inclinazioni sessuali di chi potrebbe adottarli. Sulle parole di Fioroni è intervenuta Paola Concia:

«Caro Fioroni, sei tu il primo a strumentalizzare i diritti delle coppie gay per battaglie interne al PD e questo è a dir poco sconcertante. Il PD lo abbiamo fatto tutti e tutti ci dobbiamo sentire a casa. Sei tu che con queste affermazioni non fai altro che porgere il fianco alla destra. Sai benissimo che i cittadini che guardano al centrosinistra sono infinitamente più avanti delle tue dichiarazioni, cattolici compresi, e ritengono che dare diritti di uguaglianza ai cittadini omosessuali sia una delle priorità del programma di centro-sinistra. Così come sai benissimo che da un anno stiamo lavorando in Commissione Diritti del PD per una posizione comune non sul se ma sul come fare una legge sulle unioni gay, così come sul testamento biologico. E tu ti sei sempre sottratto al confronto. Adesso basta con questa volgare disputa tra ciò che è prioritario e ciò che non lo è.»

Fonte: Ansa, Corriere della Sera.