È pratica abbastanza comune quella di “controllare l’email del proprio partner…” se non fosse che a completare la descrizione del fatto, la frase completa dovrebbe essere “… quando lui non lo sa, e io non glielo dico” (in altre parole: spiare nell’email del proprio lui).

Come mai, spesso, condividere la password con il partner è sconsigliato? Mettendo da parte le questioni di fiducia (“Ah, se tu non mi dai la tua password significa che hai qualcosa da nascondere”) per andare alla base della questione: è una questione di rispetto verso il partner e verso la sua privacy.

Ci sono varie ragioni che giustificano la scelta di segretezza della password. Lo scenario è sempre lo stesso: lui vi dà la sua pwd, per necessità o perché voi la carpite innocentemente, e quello che succederà dopo sarà il più classico degli scenari: si inizia a spiare.

Lei diventa sospettosa che lui possa flirtare con qualche altra persona, e quindi cosa fa? Gli controlla l’email. Pur sapendo che è sbagliato, a questo punto è impossibile smettere lo spionaggio (soprattutto se dentro di noi c’è la tacita consapevolezza che il vostro lui è all’oscuro di tutto).

È opportuno domandarsi, a questo punto, qual è il senso di stare con un partner che sentiamo il bisogno di controllare, se in realtà non c’è n’è mai stato motivo prima? Siamo noi, o è lui? Spie a volte si nasce, altre volte si diventa in seguito a un’innocente scoperta di un’accozzaglia di letterine di password.

È meglio smettere di controllare l’email del partner. Più che cedere alla tentazione di nuovo, è importante capire che spiare è un sintomo di problemi comunicativi o di poca fiducia. Le coppie che non parlano dei loro problemi o preoccupazioni individuali sono spesso intimorite dal toccare un tasto dolente, scoprire o svelare situazioni scomode. La tendenza al controllo spesso nasce dalla paura di scoprire un tradimento: se la vostra relazione ha problemi, mettete in discussione tutto, liberandovi dai dubbi, ma non sperate che la vostra storia possa sopravvivere (o migliorare) se c’è segretezza, sfiducia e disonestà. Entrambi avrete sbagliato e c’è ora una chance di confronto alla pari.

Certo, potrebbe anche capitare di scoprire un tradimento o qualche altra azione che non ci sta bene, ma cosa fare allora? Sicuramente non continuare a spiare, bensì parlare, chiedere chiarimenti, affrontare la questione in modo maturo e adulto. Decisamente meglio che essere testimoni silenziosi e diventare spione professioniste.

Trovate il coraggio di dire al vostro partner che conoscete la sua password, affinché lui possa cambiarla. Può essere difficile da dire e da chiedere, ma imparare a fidarsi e a vivere in modo più sereno è ancora più importante. La cosa migliore da fare è riconoscere i problemi, parlarne, cercare di risolverli, e fare tutte le domande che volete.

La vostra relazione beneficerà di più da questo che dal silenzio, dal timore e dal lasciare i problemi della tua relazione irrisolti senza proferir parola.