Animalisti sul piedi di guerra contro la TV. Dopo le polemiche sulla questione di Beppe Bigazzi e della proposta della sua ricetta a base di carne di gatto, le associazioni animaliste si fanno ancora sentire, e questa volta, contro la trasmissione “Porta a Porta” per la puntata andata in onda il 15 febbraio.

“Caccia selvaggia?”: questo il tema discusso in studio dopo l’emendamento approvato dal Senato che amplierebbe la stagione della caccia. Tanto di doppietta presente in studio, un Bruno Vespa che mostra al pubblico l’arma utilizzata dai cacciatori e che spiega, conduce e colloquia con gli ospiti con il fucile tra le mani.

Gli animalisti delle associazioni Ente nazionale protezione animali (Enpa), Lega antivivisezione (Lav), Animalisti Italiani, Oipa, Una, Lida, Associazione Vittime della caccia intervengono con un comunicato:

Altro che cacciatori in doppiopetto! Nonostante gli sforzi dei rappresentanti venatori, ieri a “Porta a Porta” è stata mostrata, anche se solo in parte, la guerra della caccia alla natura con tanto di fucili in studio.

Non sono d’accordo gli ambientalisti sull’ampliamento del periodo della caccia e chiedono di ripristinarlo, come in precedenza, dal 1 settembre al 31 gennaio. Le associazioni rifiutano l’emendamento che viene giustificato come ampliamento del periodo di questa pratica, non considerata come violenza sugli animali, ma attività per calmierare le specie più pericolose.

A tal proposito, gli ambientalisti sostengono:

Nessuno crede più alla presa in giro con cui si dice che la caccia dovrebbe servire a ristabilire l’equilibrio di alcune popolazioni di animali selvatici, ad esempio gli ungulati, quando sono proprio i cacciatori che reimmettono continuamente questi animali.