Sono trascorsi 9 anni dalla scomparsa del re del pop, una morte improvvisa, nel 2009, che non smette di lasciare attoniti i suoi milioni di fan: ora, per una piccola consolazione, anche in Italia è arrivato Gli ultimi giorni di Michael Jackson, il film su Jacko andato in onda domenica 4 febbraio su Crime+Investigation.

Il lungometraggio per la tv è stato trasmesso negli Stati Uniti alla fine del 2017 con il titolo Searching For Neverland ed è stato prodotto da Lifetime, ultimo di una serie di pellicole dedicate a personaggi del mondo della musica dopo quelli dedicati a Brittany Murphy, Anna Nicole Smith, Toni Braxton, Whitney Houston e Britney Spears. Presto anche Bubbles, lo scimpanzé da compagnia di Jackson, avrà il suo film, girato in stop-motion da Taika Waititi.

Riconosciuto come l’artista con il maggior successo commerciale di tutti i tempi – grazie al suo contributo nella musica, nella danza e nello spettacolo – Michael Jackson è stato una vera e propria icona per milioni di persone e ancora oggi detiene molti dei guinness dei primati per copie vendute.

Thriller, l’album più venduto nella storia con 100 milioni di copie, è stato ufficializzato nel 2017 dalla Recording Industry Association of America (RIAA) come  vincitore di 33 dischi di platino in Usa che, tradotto in termini numerici, equivale a 33 milioni di copie vendute solo negli Stati Uniti: un risultato mai raggiunto da nessun altro artista.

Ecco tutto quello che c’è da sapere sul film tv dedicato al re del pop: trama, interprete e recensione.

Photo by Phil Walter/Getty Images

Gli Ultimi giorni di Michael Jackson: trama

Dagli scandali ai problemi di salute al ritorno in grande stile sulla scena musicale interrotto dall’improvvisa morte, il film è un ritratto inedito, intimo e appassionato che si basa su Remember the Time, best seller scritto da 2 fedelissimi, le bodyguard Bill Whitfield e Javon Beard. I due raccontano l’amore di Jackson per i suoi figli ma anche i retroscena dolorosi dei suoi ultimi due anni di vita. Uno sguardo nuovo sulla vita della popstar, dagli anni bui del processo del 2005 fino al decesso avvenuto nel giugno del 2009 quando muore, 50enne, ucciso da un’overdose di farmaci somministrati per errore dal suo medico personale Conrad Murray.

Photo by Win McNamee/Getty Images

Gli Ultimi giorni di Michael Jackson: Navi, il sosia

Qualche tempo fa aveva suscitato scalpore la notizia della cancellazione dell’episodio tv Elizabeth, Michael & Marlon, in cui Michael Jackson era interpretato da Joseph Fiennes, dopo le proteste della famiglia Jackson, in special modo della giovane Paris.

Qui, a interpretare l’artista c’è l’inglese Navi, da 28 anni suo più celebre sosia (ha persino lavorato con il cantante prima della sua morte nel 2009), che per calarsi alla perfezione nel personaggio si è sottoposto quotidianamente durante le riprese a 4 ore di trucco.

Ho incontrato Michael diverse volte, ho lavorato per lui in diverse occasioni – ha dichiarato Navi a E! News – Mi sono esibito alle feste di compleanno a New York e Los Angeles e sono andato a Neverland“.

E ancora: “Michael è sempre stato un gentiluomo, è sempre stato umile e incoraggiante. Mi ha sempre detto ‘Sei un grande ballerino’. A essere onesti, se hai incontrato Michael una volta o 25 volte, è comunque fantastico“.

In diverse occasioni, l’attore ha dichiarato di essere stato testimone diretto di quanto Jacko abbia amato i suoi fan: “Sono stato in hotel dove si vestiva, a volte anche da vecchia signora, e usciva per osservare il suo pubblico e stare in mezzo alla gente“.

Credit: Mike Powell /Allsport

Gli Ultimi giorni di Michael Jackson: recensione

Dianne Houston, regista ormai veterana nel confezionare biopic non autorizzati, decide di mettere in scena non tanto l’artista, quanto un uomo che fatica a conciliare l’immagine pubblica con quella privata.

Emblematica, in questo senso, una delle battute di un bodyguard: “Non vuole essere il re del pop. Vuole solo essere Mike, un normale papà americano”.

Come in altri film del genere, l’attenzione della regista si sofferma quindi sui pericoli insiti nella fama e nella capacità di alcuni artisti di chiamare a sé milioni di seguaci: è un mondo claustrofobia e senza vie di fuga quello in cui si aggira la popstar. Il racconto, che ha inizio nel 2006, con il suo ritorno dal Bahrain dopo essere stato assolto dalle accuse di molestie sui minori, procede per flashback e anticipazioni, riporta le deposizioni di personaggi a lui vicini e mostra la sua famiglia d’origine più attenta a chiedere soldi che a supportarlo durante i tempi più bui.

Abbandonato dagli amici, spaventati dagli scandali sessuali, impossibilitato a uscire di casa senza essere assalito da fan e paparazzi, è davvero un triste personaggio quello splendido artista che passa sullo schermo: capace di rendere felice le persone con la sua arte ma condannato a una vita senza libertà.