Quando gli uomini scarseggiano, meglio concentrarsi sulla carriera e buttarsi nel lavoro, ben pagato. Una ricerca americana, pubblicata sul Journal of Personality and Social Psychology, ha individuato una relazione tra la carenza di uomini nella vita di una donna e il suo successo professionale.

Non che sia una grande scoperta, in effetti: le relazioni sentimentali, la famiglia e soprattutto i figli possono essere enormi ostacoli per la carriera di una donna. E anche se suona male – alcuni giornali hanno scritto «sembra di essere ancora negli anni ’50» è stata crudelmente sintetizzata così:

«Hai successo nel lavoro? Probabillmente perché non sei riuscita a conquistare un uomo.»

La frase è il titolo di Forbes, la famosa testata dei ricconi americani, e sicuramente ha un sapore un po’ maschilista, ma in realtàà è una provocazione. Fatta la tara alle generalizzazioni, sembra proprio che questo studio tripartito firmato dalle università del Texas, del Minnesota e di Amsterdam dica seriamente questo concetto.

Una relazione inversa tra la disponibilità di uomini in una determinata area e il numero di donne che perseguono una carriera di alto livello, secondo un meccanismo evolutivo, per cui di fronte alla scarsità le donne scelgono di concentrarsi sulla protezione delle risorse finanziarie necessarie per provvedere a sé stesse e alla futura prole. Nessuna insoddisfazione, insomma, né battute sulle zitelle: è evoluzione della specie.

Un’evoluzione che già si nota a vista d’occhio in Occidente, dato che si moltiplicano i casi di donne che scelgono di avere figli in tarda età e da sole, grazie alla donazione del seme. I compagni scarseggiano sempre più quando si intraprende la carriera, quindi la probabilità di scelte individuali invece che di coppia aumenta notevolmente.

In verità lo studio ha molti difetti: non si prendono in considerazione altri parametri, come le tendenze storiche delle zone esaminate, la percentuale di scelte differenti nel corso degli anni, la presenza o meno di programmi di sostegno alla maternità e alla famiglia. Inoltre, non considera le scelte degli uomini, come se le motivazioni intrinseche di questi ultimi non fossero in discussione e il dilemma appartenesse soltanto alle donne.