Davvero un bell’esordio quello alla regia di Claudio Noce, con il suo “Good Morning Aman“. La regia è snella, asciutta, il film racconta di un incontro molto particolare. Gli attori principali sono il sempre più maturo e bravo Valerio Mastrandrea, e il giovanissimo Said Sabrie appena 19enne.

L’intesa tra i due attori è davvero perfetta, ed è chiaro che dietro c’è la mano del giovane regista. Noce nonostante l’esordio assoluto, riesce a calibrare perfettamente le interpretazioni dei due protagonisti.

La storia racconta di Aman (Said Sabrie), un giovane somalo che lavora presso un rivenditore di auto usate. Aman soffre di insonnia e di notte ha l’abitudine di passeggiare per le vie romane dell’Esquilino tra la stazione Termini e piazza Vittorio. Una sera si introdurrà furtivamente su di una terrazza di un condominio. Lì conoscerà Teodoro, Valerio Mastrandrea, un ex pugile barbuto, tendente alla depressione con un passato non proprio chiaro.

I due diverranno amici, costruendo un legame al limite dell’ambiguità. Nel film c’è anche Anita Caprioli che interpreta una donna segnata dalla vita. Ennesima solitudine presente nel film, che si andrà ad incrociare con gli altri due protagonisti.

Mastandrea in un’intervista riesce a racchiudere l’essenza del film:

Girando questo film è stato come dar voce ad una storia che può essere paragonata ad una macchia di petrolio in un mare limpido. Questo per dire quante solitudini possono essere sconfitte semplicemente incrociandosi.

Si tratta di un film da non perdere, lucido, che confronta due anime tormentate. Davvero una bella sorpresa, che aveva molto diviso a Venezia.