Alcool e cibi spazzatura potrebbero essere presto tassati per favorire i finanziamenti dedicati alla costruzione e l’ammodernamento degli ospedali. È una delle ipotesi lanciate dal ministro Balduzzi del Governo Monti alla Conferenza delle Regioni per discutere del nuovo Patto per la salute 2013-2015. Le altre includono nuove regole su ticket, esenzioni e rimodulazione dei tetti per la spesa farmaceutica.

Tutto è correlato al fabbisogno del Sistema sanitario nazionale destinato a crescere nei prossimi tre anni, al quale bisogna far coincidere i tagli previsti dalla manovra di luglio sulla Sanità pari a 2.500 milioni per il 2013 e 5.000 milioni per il 2014.

Le tappe ipotizzate per raggiungere questo obiettivo sono diverse, a cominciare appunto dall’introduzione di una tassa di scopo mirata a alcolici e cibi spazzatura. Tal proposta al momento è solo abbozzata, anche perché bisogna valutarne l’oggettiva efficacia positiva sulle casse dello stato, e soprattutto la reazione da parte dei consumatori. I tecnici del governo Monti sono consapevoli che la pressione fiscale è già piuttosto pesante dopo la recente manovra “Salva Italia” e quindi qualunque mossa futura bisogna che vada esaminata con attenzione onde evitare tensioni sociali.

Ad ogni modo, l’eventuale tassa di scopo sul junk food, il cosiddetto “cibo spazzatura” che si riferisce solitamente ai fritti e a tutti quei cibi contenenti una notevole quantità di grassi, e sull’alcol si baserebbe sullo stesso principio attraverso il quale, inizialmente, il Governo Monti voleva tassare le sigarette.

Ma al vaglio c’è anche l’idea di chiudere o riconvertire i piccoli ospedali entro il 31 ottobre 2013 e quella di limitare la spesa farmaceutica. In questo senso, si pensa all’ipotesi elaborata dall’Agenzia italiana del farmaco che mirerebbe ad abbassare i tetti della spesa farmaceutica dall’attuale 13,3% al 12,1% per quella territoriale e a innalzare dal 2,4% al 3,6% quella ospedaliera. Si punta anche su una rivoluzione per quanto riguarda ticket ed esenzioni: l’obiettivo è ricavarne 2 miliardi di euro. Si vuole in particolare maggior equità, in funzione del reddito equivalente del nucleo familiare.

Infine, si può lavorare anche su un aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, quei servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a garantire ai cittadini.

Fonte: TGCom.