Noncurante della durissima opposizione della Chiesa, nella serata di oggi, alle 22.10, la Gran Bretagna manderà in onda su Channel 4 uno spot di 30 secondi a favore dell’aborto. Dietro questa pubblicità, che per la prima volta in assoluto compare sui teleschermi britannici, c’è il lavoro di un’associazione senza fini di lucro che esegue le interruzioni di gravidanze, la Marie Stopes International.

L’associazione pratica 65 mila aborti in un anno, stando a quanto dice il Daily Mail, e riceverebbe dal servizio sanitario inglese oltre 30 milioni di sterline, circa 35 milioni di euro.

Operando nel campo del no-profit, la Marie Stopes International ha potuto eludere le restrizioni legislative vigenti in Inghilterra in materia di pubblicità pro aborto. Secondo quanto si apprende infatti, per una lacuna legislativa le associazioni senza scopo di lucro non sarebbero soggette ad alcuna restrizione.

Inutile dire che dal mondo antiabortista tuonano polemiche infinite. Contro lo spot si muovono le associazioni a tutela della vita, quali la ProLife Alliance, che condanna lo spot per le scarse informazioni che da sia sulla vita del feto e sia sui rischi che corre la mamma, la Society for the Protection of Unborn Children, che minaccia azioni legali, e la Family Education Trust, che riporta l’atto dell’aborto ad una dimensione del tutto personale, definendolo un dramma vissuto soltanto da mamma e bambino.

Lo spot, il cui slogan dovrebbe essere la frase “Sei in ritardo?”, riferita ovviamente al ciclo mestruale e associata a volti di donne preoccupate, verrà trasmesso per tutto il mese di Giugno. Il primo andrà in onda dopo le 21, i successivi senza limiti di orario. Una programmazione forse troppo ottimista per una campagna pubblicitaria la cui vita potrebbe essere resa breve dalle obiezioni di un vasto pubblico.