Mancano davvero pochissimi minuti all’inizio di questa undicesima edizione di “Grande Fratello” e, nonostante alcun concorrente abbia ancora varcato la soglia della casa, le polemiche sono già al culmine. Ad aggiungersi al coro delle proteste è Sonia Alfano, presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, la quale si è aspramente opposta alla partecipazione del figlio di un camorrista al reality di Canale 5.

Stiamo parlando di Ferdinando Giordano, erede di uno dei più importanti boss della camorra salernitana scomparso diversi anni fa.

In questo Paese continuano a essere sovvertite non solo le verità, ma persino le regole del vivere civile. I mafiosi stanno in Parlamento e i figli dei mafiosi, che con uomini che hanno seminato terrore e morte condividono il sangue mai rinnegato, diventano celebri e vengono mitizzati e santificati da giornali e TV: è inquietante. Dopo la ribalta concessa al figlio di Provenzano, che si lamentava di essere “penalizzato” dal suo cognome, e alla figlia di Bontate che “pretendeva” di essere lasciata in pace, entrambi accomunati dal non aver mai rinnegato la mafiosità dei loro congiunti, adesso il “pargolo” di un camorrista partecipa ad una trasmissione popolare come Grande Fratello.

Queste le comprensibili parole della donna, privata del padre proprio a causa della mafia. Per una vittima, di conseguenza, non deve essere affatto semplice constatare come la televisione prenda con leggerezza il serio problema della camorra che, prima ancora di essere un’organizzazione criminale violenta, è il principale cancro economico della nostra nazione.

Alessia Marcuzzi, la riconfermata conduttrice del programma, ha voluto però precisare come Giordano voglia intraprendere l’avventura del GF per allontanarsi dal percorso del padre, considerato da egli stesso uno stile di vita non moralmente accettabile.

Le rassicurazioni di Alessia, però, non sembrano portar pace a tutti coloro che, a causa dei ricatti di mafia e camorra, hanno perso affetti e dignità. Così continua Sonia Alfano:

Quale messaggio si vuole trasmettere alle nuove generazioni? Cosa si vuole dimostrare, dopo l’episodio della scorsa edizione in cui un concorrente inneggiò alla mafia? Cosa si vuole affermare, in un Paese dove i figli delle vittime innocenti sono ridotti al silenzio e persino derisi dalle istituzioni che preferiscono commemorare un criminale e latitante come Craxi piuttosto che una vittima innocente? Tutto questo succede in un Paese dove peraltro imprenditori come Ignazio Cutrò o Valeria Grasso continuano a rischiare la vita, nella totale indifferenza dello Stato, per aver denunciato i propri aguzzini. Trovo che questa sia l’ennesima vicenda disgustosa, contraria alla cultura dell’antimafia e offensiva nei confronti di chi ha versato il proprio sangue per il bene del popolo italiano e mi auguro che si faccia un significativo passo indietro. […] Invito gli autori del programma, finché sono ancora in tempo, a depennare Giordano dai concorrenti e parlare con i familiari delle vittime di mafia per capire cosa si prova di fronte a episodi di questo genere. Li invito a riflettere perché con leggerezza stanno infliggendo a tutti noi un’atroce sofferenza e ai nostri cari molto più di una revolverata in pieno volto.

Un giudizio duro e condivisibile verso la produzione di “Grande Fratello“. Tuttavia, vi è da chiedersi se il pubblico approverà il pensiero di Sonia Alfano o preferirà lasciarsi guidare dalle scelte dell’intrattenimento. Voi cosa ne pensate, è giusta la presenza di un parente di camorristi al reality più famoso d’Italia?

Di seguito, alcuni scatti dei possibili concorrenti di questa edizione.