Quando si parla di gravidanza e dei segnali che fanno capire a una donna di essere incinta, è indispensabile fare una premessa: l’unico e inequivocabile campanello di allarme deve essere l’amenorrea, che si verifica se il ciclo mestruale non compare quando dovrebbe.

È anche vero che molte donne, soprattutto quando sono alla ricerca della cicogna, sono spesso in grado di sapere se sono in attesa o meno dal momento del concepimento, soprattutto se questo è stato accuratamente monitorato.

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Analizzando i normali cambiamenti fisiologici nel corpo di una futura mamma, è possibile stilare una sorta di decalogo che illustra i dieci sintomi più comuni della gravidanza. Premettendo che ogni donna è diversa dall’altra, è chiaramente possibile sia che si manifestino tutti questi segnali insieme, sia che se ne presenti solo qualcuno o, perfino, nessuno.

    1. Partendo dal seno, è possibile che dopo circa tre settimane dalla fecondazione i capezzoli diventino più sensibili, tesi, o addirittura che il seno sembri effettivamente più gonfio. Questo sintomo si verifica nella maggior parte dei casi, tuttavia è anche un chiaro indicatore della sindrome premestruale.

    2. Il secondo segnale è dato dalle lievi perdite rosate che, spesso, si manifestano circa otto giorni dopo l’ovulazione e in corrispondenza dell’impianto dell’embrione nell’utero. Si tratta di perdite irregolari e, in ogni caso, molto scarse, e queste caratteristiche dovrebbero aiutare a distinguerle dal ciclo mestruale vero e proprio che aumenta progressivamente di intensità. L’impianto può anche essere accompagnato da crampi al basso ventre, che indicano le contrazioni dell’utero e, spesso, risultano maggiormente percepibili in corrispondenza dell’aumento di attività fisica.

    3. Un altro cambiamento del corpo riguarda sempre il seno: l’areola si fa più scura e le vene risultano più evidenti più o meno in corrispondenza della data di inizio del ciclo. Alcuni sostengono che il motivo di questo aumento di pigmentazione sia in funzione dell’allattamento, infatti in neonato dovrebbe essere così facilitato nel trovare il capezzolo.

    4. A partire dall’impianto, fino anche alla decima o dodicesima settimana, una futura mamma è spesso vessata da una profonda stanchezza, del tutto normale se si considerano i vari cambiamenti del corpo che si prepara ad affrontare i nove mesi di gestazione.

    5. Uno dei sintomi più spiacevoli è la nausea, spesso mattutina ma non solo, che può manifestarsi anche solo dopo una o due settimane dal concepimento. Questo malessere, con il quale molte mamme devono convivere anche fino al quarto mese di gravidanza, può essere alleviato in vari modi.

    6. Maggiore necessità di urinare, determinata dal progressivo aumento di dimensioni dell’utero che, di conseguenza, preme sulla vescica.

    7. L’intestino, al contrario, può diventare più pigro. Questo disturbo, causato dagli sbalzi ormonali, rappresenta anche una difesa dell’organismo che deve facilitare l’assorbimento di vitamine e altri principi nutritivi.

    8. La temperatura corporea può diventare più elevata rispetto ai valori tipici, e questo perché il corpo luteo che si forma nella seconda fase del ciclo non viene espulso ma persiste, determinando maggiori secrezioni di progesterone che fanno aumentare la temperatura.

    9. Combinato con gli altri sintomi, è comunque la mancanza del ciclo che rappresenta il più importante degli indicatori di gravidanza, soprattutto se è generalmente caratterizzato da regolarità.

    10. Solo il test di farmacia o le analisi i laboratorio possono, in ogni caso, confermare la gravidanza in corso. In entrambi i casi si effettuano già dal primo giorno di ritardo e sono sicuri solo in caso di risultato positivo. Il test di gravidanza deve essere ripetuto dopo qualche giorno, invece, se l’esito è stato negativo e le mestruazioni continuano a non manifestarsi.