Per gravidanza a rischio si intende l’interdizione anticipata dal lavoro, vale a dire una interruzione forzata dalle attività lavorative che avviene prima del congedo di maternità.

Si può godere del congedo due mesi prima e tre dopo il parto oppure un mese prima e quattro dopo. Passato questo periodo si può richiedere anche il congedo parentale, che in genere l’ispettorato del lavoro concede su indicazione del ginecologo.

Ecco, in caso di gravidanza a rischio, cosa dice la normativa.

  • Si parla di gravidanza a rischio se prima di intraprendere la gestazione la lavoratrice soffre già di alcune patologie croniche o se durante la gravidanza insorgono malattie portate dalla gestazione stessa.
  • L’astensione obbligatoria anticipata può essere richiesta nei casi in cui la lavoratrice si trova in stato di gravidanza a rischio, ossia nel caso di complicanze della gestazione; la gestante si trova in condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli alla sua salute e a quella del bambino stesso (per esempio se lavora in un colorificio ed è adibita alla lavorazione di prodotti con sostanze chimiche); la donna in stato interessante svolge lavori pericolosi, faticosi o insalubri e non può essere spostata ad altre mansioni (per esempio è un tecnico di radiologia, una psichiatra, un’infermiera in determinati reparti).
  • In tutti questi casi la gestante, dopo essersi fatta visitare dal ginecologo, si può presentare all’ispettorato del lavoro competente nel proprio territorio che, dopo un’attenta analisi delle carte, valuterà se firmare i documenti, che implicheranno l’interruzione istantanea del lavoro.
  • Il ginecologo provvede tramite certificato medico ad accertare lo stato di gravidanza, la data presunta del parto, la prognosi e la diagnosi che attestano le complicanze ed eventualmente le patologie intercorse durante la gestazione che rendono necessaria l’interruzione del lavoro.
  • Fino alla firma da parte dell’ispettorato del lavoro dei documenti per la maternità anticipata si usufruisce della malattia generica con certificato del medico di base, assenze che saranno poi commutate in giorni di astensione (poiché l’interdizione ha valore retroattivo dal giorno in cui si è presentato il certificato all’ispettorato).
  • A differenza della malattia, lo stato di maternità anticipata non prevede vincoli di orario e consente alla futura mamma di spostarsi senza problemi per eventuali terapie o visite mediche (si è insomma libere di uscire durante tutta la gravidanza a qualsiasi ora), senza obbligo di presenza a casa negli orari delle visite di controllo.
  • L’interdizione anticipata dal lavoro prevede che alle future mamme lavoratrici venga regolarmente erogata una retribuzione pari a quella per l’astensione obbligatoria che equivale all’80% dello stipendio (in alcuni casi addirittura del 100%).