Da quando si è diffuso su larga scala, i pareri sui possibili effetti negativi del cellulare si sono susseguiti tra alti e bassi. Oggi se ne riparla focalizzando l’attenzione sull’uso fatto dalle donne in gravidanza: secondo una ricerca californiana, questo oggetto ormai indispensabile per la comunicazione contemporanea può essere in realtà molto dannoso al feto.

Questa nuova teoria, che riguarda anche i neonati nei primissimi mesi di vita, è portata avanti da un gruppo di studiosi dell’UCLA (Università della California), che hanno scandagliato le condizioni di salute di 28mila mamme danesi. Partecipando al programma “Danish National Birth Cohort”, questo vasto gruppo di donne ha segnalato abitudini e comportamenti mantenuti prima e dopo il parto, compresa la quantità di ore passata con il cellulare in mano.

A distanza di sette anni sono stati presi in considerazione i caratteri e le condizione generali dei bambini: ciò che è venuto fuori è abbastanza sconcertante, infatti sembra che i figli delle madri che non hanno limitato l’uso del telefonino durante e subito dopo la gestazione abbiano molte più possibilità di manifestare disturbi comportamentali.

La causa di questa disparità è dovuta alle onde elettromagnetiche, soprattutto se assorbite ancora prima della nascita. Secondo questa ricerca, questi bambini hanno quasi il 50% di possibilità in più degli altri di manifestare problematiche di vario tipo.

Anche se è prematuro interpretare questi risultati come causali, siamo preoccupati che la precoce esposizione ai telefoni cellulari potrebbe comportare un rischio che, se reale, sarebbe un problema di salute pubblica dato l’ampio uso della tecnologia.