Molte aspiranti mamme si trovano a fronteggiare numerosi disturbi durante la gravidanza, o addirittura sono costrette a combattere con inspiegabili casi di infertilità e aborti spontanei. La causa di tali problemi è spesso una patologia precisa, la celiachia.

La celiachia è una malattia genetica che porta a un’intolleranza permanente al glutine. Non esistono ancora cure farmacologiche, l’unica possibilità di vivere in salute e di portare a termine una gravidanza senza problemi è data dalla dieta aglutinata, cioè priva di quei cereali che contengono glutine: frumento, avena, orzo, kamut, segale, spelta e triticale.

La celiachia può manifestarsi con sintomi ben visibili, quali malassorbimento, dimagrimento, dolori addominali, problemi gastrointestinali; ma spesso la malattia può rimanere occulta, i sintomi possono essere atipici o del tutto invisibili, rendendo difficoltosa la diagnosi. Solo attraverso l’incrocio di tre esami specifici – analisi del sangue, analisi genetiche e biopsia dei villi intestinali – si può raggiungere una diagnosi certa.

In Italia circa un soggetto ogni cento persone è affetto da celiachia, anche se la maggior parte di coloro che ne sono colpiti ignora il proprio stato di salute. Avviare una gravidanza senza sapere di essere celiache può complicare il procedere della gestazione.

Per questo, una donna che desidera un bambino deve scongiurare il pericolo celiachia: i nove mesi di gravidanza rappresentano un momento delicato e ricco di cambiamenti fisiologici e psicologici per la futura mamma. È bene, quindi, ascoltare il proprio corpo, consultare il medico e fare tutti gli accertamenti del caso prima di rimanere incinta.

Tra i cosiddetti sintomi atipici, vi è l’infertilità o la tendenza ad abortire spontaneamente e senza alcun motivo apparente. Il morbo celiaco, infatti, impedisce il regolare assorbimento dei principi nutritivi dei cibi che si ingeriscono.

Ciò influisce innanzitutto sulla regolarità del ciclo mestruale, che nei casi più gravi può addirittura sparire: pertanto le mestruazioni possono non essere frutto di una reale ovulazione, con la conseguente impossibilità di concepire. Inoltre, è stato riscontrato che nelle donne celiache il rischio di aborto è nove volte superiore rispetto alle donne non celiache.

In casi simili, i ginecologi possono procedere ai controlli di rito, ma qualora la celiachia fosse accertata la donna non deve disperare. L’infertilità in questi casi non è irreversibile e si torna a essere fertili seguendo la dieta gluten-free. Basta poi aspettare che i valori e l’organismo si assestino prima di provare ad avere un bambino.

Diverso è il caso di una donna che è riuscita a rimanere incinta pur non sapendo di essere celiaca. Poiché madre e figlio condividono l’alimentazione per nove mesi, il problema non riguarda solo la mamma ma soprattutto il feto. Una gestante celiaca non riesce a mandare il necessario apporto nutritivo al figlio, quindi se porta a termine la gravidanza rischia comunque un parto prematuro, oppure di dare alla luce un bimbo sottopeso e di poterlo allattare per minor tempo del necessario.

Tuttavia le cose sono più semplici di quello che sembrano, e come ogni altro individuo celiaco anche la donna in gravidanza può assicurarsi nove mesi di tranquillità per sé e per il figlio semplicemente seguendo la dieta senza glutine. Di sicuro gli accorgimenti da seguire sono maggiori, ma non così complessi.

Alla dieta aglutinata è bene associare l’assunzione di acido folico, consigliato anche alle non celiache; inoltre bisogna prestare particolare attenzione ai farmaci che si assumono, assicurandosi che non contengano glutine; infine è necessario un adeguato apporto di calcio: le donne in gravidanza, infatti, tendono a perdere massa ossea, ma le donne celiache, a causa del malassorbimento occulto, tendono a perderne di più.

Una volta rispettate poche semplici regole alimentari, tutto risulterà più semplice e la gravidanza potrà procedere come quella di qualunque altra donna.

Fonte: Aic, Salus